mercoledì 13 maggio 2009

14 BUONE RAGIONI


14 BUONE RAGIONI PER VOTARCI

1. Siamo liberi dai legami di partito: lavoreremo per il controllo degli sprechi dovuti alle clientele e per recuperare danaro fresco

2. Ci interessano prioritariamente le necessità delle persone, delle famiglie e della piccola e media impresa: lavoreremo affinché ad esse sia destinato il danaro dei cittadini recuperato dagli sprechi

3. Siamo competenti in materia di salute: agiremo secondo il criterio della prevenzione e non delle prove certe di nocività, porteremo avanti la raccolta differenziata escludendo l’inceneritore, difenderemo la natura pubblica dell’acqua, riapriremo la questione del piano cave per ristabilire subito il diritto a vivere al porto senza polveri.

4. Siamo competenti in materia assistenziale e nel volontariato: ci occuperemo a tempo pieno degli anziani, dei disabili, della riabilitazione, dell’assistenza domiciliare.

5. Siamo competenti in materia ospedaliera: lavoreremo per la realizzazione dell’ Ospedale di eccellenza per la città e di alta specialità per il territorio e per l’integrazione degli ospedali.

6. Riconosciamo la protezione dell’ambiente come condizione di sopravivenza anche economica: condivideremo la programmazione urbanistica che predilige il già costruito, senza consumare altro territorio, tutelando con particolare rigore le aree protette e le aree agricole.

7. Riconosciamo la formazione come strumento di sicurezza: lavoreremo affinché non prevalga la cultura della repressione, ma quella della formazione degli operatori e dei ragazzi, che mette in sinergia tutte le forze dell’ordine e quelle delle scuole.

8. Riconosciamo nella mobilità lo strumento per una città a misura umana: il piano del traffico deve prevedere l’immediata messa in sicurezza delle zone pericolose, con una segnaletica di superficie adeguata e il potenziamento dei parcheggi scambiatori. I parcheggi blu nelle vicinanze del centro devono diminuire di numero.

9. Riconosciamo la casa come strumento di pace sociale: lavoreremo affinché vengano indicati siti adatti come quantità e qualità per l’edilizia popolare, destinata a soddisfare tutte le persone che ne hanno diritto.

10. Riconosciamo Pesaro come la città di Rossini: la sinergia tra Fondazione, Conservatorio e ROF è la cassaforte che deve essere aperta per accrescere l’eccellenza musicale, culturale e imprenditoriale della città.

11. Riconosciamo Pesaro come città a vocazione turistica e commerciale: lavoreremo per favorire l’esercizio delle attività rivedendo i regolamenti comunali, dando credito all’autocertificazione, sostenendo le iniziative dei cittadini e mettendo in pratica una reale liberalizzazione.

12. Sappiamo che i giovani sono il futuro di Pesaro: lavoreremo per mettere le sedi delle circoscrizioni, oggi abolite, a disposizione dei giovani per la gestione diretta dei loro progetti, per realizzare luoghi di incontro,formazione e divertimento.

13. Riconosciamo nei nostri concittadini i padroni del Comune: a loro dovremo rendere conto del danaro richiesto rispetto al numero e alla qualità dei servizi loro assicurati.

14. Riconosciamo nei nostri concittadini gli interlocutori qualificati per ripensare la città: lavoreremo affinché i progetti siano sottoposti al loro giudizio e siano utilizzate le competenze e la sussidiarietà che la città offre.

LIBERI DI FARE


LE RAGIONI DI UNA SCELTA

• L’invito di Luca Ceriscioli ai “liberixpesaro”, per avere al suo fianco come vicesindaco Giuseppina Catalano, cambia per sempre il modo di fare politica perché rappresenta una rottura con il sistema che sino ad ora ha escluso la città dalla gestione del potere.
Con questo invito, la vocazione al cambiamento dei “liberi” e le competenze che costituiscono il loro patrimonio, vengono chiamate all’opportunità di realizzare da subito un bene concreto per la città.

• Il progetto di un cambiamento radicale di governo a Pesaro, è andato in frantumi per l’incapacità del centro destra di liberarsi dalle logiche di partito, che propagandano un nuovo che contiene immutato tutto il vecchio che si voleva cambiare e che preparano per la città altri cinque anni di immobilismo politico e sociale.

• Non siamo autorizzati a rifiutare l’unico modo che oggi pone le condizioni realistiche per cambiare e la decisione è stata quella di prendere la strada che lascia aperta l’opportunità di lavorare sulle proposte e sulle soluzioni dei problemi concreti della città.

• Siamo in grado di garantire che questo non significa scioglierci dentro la compagine che volevamo mandare all’opposizione, ma rappresenta la sfida che i liberi accettano di restare se stessi, mantenendo vivo il movimento e intatto il programma, per dimostrarsi la migliore delle garanzie di un buon governo ma anche la più rigorosa “spina nel fianco” della nuova amministrazione.

mercoledì 18 marzo 2009

VENUTO PER VINCERE


















Ed ecco qua un altro venuto per vincere. Venuto dall'imprenditoria e quindi per forza già bravo, cosa volete che serva l'esperienza amministrativa!


"Ceriscioli?" capirai per uno che è imprenditore da 40 anni!

"Ma se non vince dottore che fa?" chiede il giornalista, "continuerà la sua battaglia in Consiglio?". Eccone un altro che non dice SI, dice un po' di se e un po' di ma, ma un SI chiaro e convinto non si riesce a strapparglielo, del resto è qui per vincere mica per partecipare.

Però c'è sempre la possibilità di unire l'opposizione, basta accettare senza discutere.
Eccone un altro, appunto.

A seguire, nei commenti, le interviste alla stampa del candidato Cascino, leggere per credere.

martedì 17 marzo 2009

LIBERI ANCHE IN PROVINCIA

dal Resto del Carlino del 17.03.09

ELEZIONI L’ACCOPPIATA CATALANO-BRESCIANI PER I «LIBERI» (E LE ALTRE LISTE CIVICHE?).

E AMONE AVVERTE: «NEL PDL NON E’ DETTA»
C’eravamo tanto amati, fino a confluire in un’unica lista

«LIBERTA’ e Futuro? Un incidente già dimenticato. Il nostro percorso verso i ‘Liberi’ nasce due anni e mezzo fa da un famoso incontro a casa Valazzi con il segretario regionale di Forza Italia». Francesco Amone e Antonio Bresciani, affiancati da Giuseppina Catalano, Italo Campagnoli e Pierpaolo Amadori, raccontano così l’ennesima metamorfosi. «Noi siamo nel Pdl — aggiungono — solo che siamo contro questo gruppo dirigente il cui obiettivo è perdere per gestire una piccolissima fetta di potere». E ancora: «Parteciperemo al percorso fondativo del Pdl, entrando come gruppo organizzato. D’altra parte il Circolo Piazza del Popolo è nato per questo. Tutta la nostra attività politica è legata ad una scelta di rinnovamento ed anche questa è una tappa significativa».

Così, alla fine, di due liste civiche ne resta una sola: «Alla base della confluenza c’è una scelta fondamentale — aggiunge Italo Campagnoli —, quella dei candidati». Così Pina Catalano guiderà i «Liberi» alla battaglia per il sindaco di Pesaro, così Antonio Bresciani diventa, secondo Campagnoli, «la persona ideale per portare una battaglia civica a livello provinciale». Magari attraverso quella lista civica provinciale che i ‘Liberi’ avevano messo in campo sin da qualche mese addietro: «Catalano e Bresciani — aggiunge la “mente politica” del movimento la lista Italo Campagnoli — sottoscriveranno la carta di programma proposta dai comitati e, da parte nostra, chiederemo agli stessi comitati di indicarci dei personaggi interessati alla candidatura nelle nostre liste provinciali». Se Bresciani sottolinea «di non aver mai frenato il desiderio dei ‘Liberi’ di trovare un accordo con il Pdl», Giuseppina Catalano sottolinea che «si è deciso di andare per conto nostro solo per le chiusure del Pdl ad una scelta democratica dei candidati. Per quanto ci riguarda una porta è ancora socchiusa». Detto questo definisce «fisiologica la scelta di Bresciani come candidato».
IN REALTA’ Amone e Bresciani (appoggiati da Almerindo Duranti, Carlo Ruggeri e Bruno Barbieri) stanno ancora giocando una partita interna al Pdl: «Le bocce non sono affatto ferme. Le candidature indicate a livello provinciale (Cascino e Giannotti, ndr) non è affatto scontato che siano approvate a livello regionale e nazionale. Noi stiamo lavorando affinché la chiusura esistente a livello locale possa essere superata e che le nostre candidature siano accolte anche dal Pdl nazionale». Infine Antonio Bresciani prende di petto i suoi futuri concorrenti per la presidenza della Provincia: «Non è una questione personale ma ci troviamo di fronte a due politici di professione, uno giovane l’altro meno giovane. Ma ambedue con scarsissime, se non nulle, esperienze lavorative. Fa bene Ricci ad impressionarsi quando entra in un’azienda. Ma ben altra cosa è avere esperienza di lavoro all’interno di un’azienda. E per questi momenti difficili, di crisi, a guidare un ente come la Provincia ci vuole un profilo di amministratore diverso, di una persona che ha esperienze lavorative. Basta con i politici a tempo pieno o gli organizzatori di Feste dell’Unità».

venerdì 6 marzo 2009

ROTTURA !

Una scelta sbagliata

Il PDL pesarese ha lasciato cadere nel vuoto la richiesta di decidere sul candidato unico dando la parola al proprio elettorato, attraverso le Primarie, in un confronto aperto e pubblico. E’ evidente che il PDL, se non teme il giudizio dei propri elettori, non vuole rinunciare alle scelte nate all’interno delle trattative politiche delle segreterie di partiti confluiti in un progetto , che si rivela ancora dominato da una mentalità irrimediabilmente vecchia e politicamente suicida.

Non esistono dunque le condizioni per proseguire nel lungo tentativo di costruire un fronte ampio dell’opposizione pesarese, perdendo altro tempo prezioso e le quattro forze politiche, lista civica “LiberiXPesaro, lista civica “Libertà e Futuro”, La Destra e Fiamma Tricolore, che sostengono la candidatura a sindaco di Giuseppina Catalano, devono prendere atto del fallimento del percorso che voleva ricondurre all’unità le forze dell’opposizione attraverso una soluzione condivisa per una unica candidatura a sindaco.

Resta il dovere di rimarcare che l’atteggiamento del PdL rappresenta l’esatto contrario del cambiamento , tradisce il bisogno dei pesaresi di avere un governo cittadino nuovo e fa di Pesaro e Urbino l’unica provincia d’Italia dove il PDL si è spaccato, rompendo anche con la Lega Nord, sua alleata nazionale.
Dell’abbandono di un progetto di straordinaria forza innovativa per il PdL, risponderanno i responsabili politici locali, mentre noi, in assoluta coerenza, possiamo continuare per la strada del cambiamento ,sempre aperto ad ogni forza politica, ma da proporre e di cui dialogare direttamente con i cittadini.

Inizia oggi poi anche il confronto interno sul tema della competizione provinciale per la quale “Libertà e Futuro “ha indicato da tempo la candidatura a presidente di Antonio Bresciani . E’ infatti evidente l’opportunità che le forze politiche che vogliono un cambiamento reale e facce nuove per un futuro migliore, sappiano trovare, anche sul piano provinciale, un percorso comune , che affermi la coerenza di un percorso politico e crei sinergia e forza per conquistare il risultato.

Lista civica LiberiXPesaro
Lista civica Libertà e Futuro
La Destra
Fiamma Tricolore

giovedì 26 febbraio 2009

INCONTRIAMOCI

incontro dibattito

ENTI LOCALI
CRISI ECONOMICA
COSA PUO' FARE UN SINDACO?
OPPORTUNITA' E SOLUZIONI



PESARO
VENERDI' 6 MARZO 2009

ore 18,00
SALA DELLA PROVINCIA




interveranno

ATTILIO GIAMPAOLI
Ordinario di Tecnica Bancaria all'Università di Urbino

SALVATORE GIORDANO
Direttore Generale di Confindustria, Pesaro Urbino

NARDO FILIPPETTI Presidente Eden Viaggi Tour Operator
moderatore

GIUSEPPINA CATALANO
Candidato Sindaco


organizzato da

Lista Civica Liberi x Pesaro

Lista Civica Libertà e Futuro
La Destra
Fiamma Tricolore

lunedì 23 febbraio 2009

OCCHI E ORECCHI

Intervista de IL PESARO a Giuseppina Catalano

D. Giuseppina Catalano, candidata sindaco dei "LiberiXPesaro", ma anche per le liste civiche "Libertà e futuro", "La Destra" e "Fiamma Tricolore". Unica quota rosa degli aspiranti alla carica di primo cittadino...

R. E infatti le altre forze politiche in campo sono state miopi anche sotto questo punto di vista. Essere donna è un forte valore di cambiamento. Nella nostra lista c'è una netta prevalenza di donne. Comunque, è proprio nella nostra natura: "LiberiXPesaro" è il movimento che ha dato la svolta a questa città. Nel 2004, quando c'era candidato Lucarelli, abbiamo preso ben 10.400 voti, pari al 17%. E' stato il segnale visibile che qualcosa era cambiato nella città, l'espressione che i pesaresi volevano qualcosa di diverso.

D. E oggi? Perchè votare Catalano e la sua lista?

R. Per la mia indipendenza. Da tutto. Perchè posso garantire che il cambiamento sarà fatto. Quando sono arrivata a Pesaro, non c'era oncologia. L'ho voluta e sono riuscita a farla. Come ho raggiunto risultati nella mia vita professionale, così li raggiungerò in quella politica. Anzi, la mia vita politica sarà l'estensione di quella professionale. Allo stesso modo voglio prendermi cura di questa città che mi ha accolta e che amo. Il mio obiettivo è quello di vincere. Come era in realtà anche la prima volta. Ma non è successo. Questa volta però pensiamo di farcela. Soprattutto se riusciremo a creare un fronte ampio e unico di opposizione.

D. Solo che mentre dall'altra parte ci sono "solo" Ceriscioli e Sebastiani, nell'universo del centrodestra proliferano i candidati: Roscini della Lega, Cascino del Pdl, forse anche Moretti dell'Udc e ora persino Mascioni sembra pronto a uscire allo scoperto...

R. Per questo vogliamo arrivare al candidato unico tra Pdl e noi. Su questo punto la nostra proposta al Pdl è stata quella di fare le primarie mentre facciamo campagna elettorale. Primarie come parte integrante della campagna. Chiediamo alla gente di scegliere tra Cascino e Catalano. In questo modo tra un paio di mesi avremmo già un candidato unico. Ora aspettiamo solo la risposta del Pdl.

D. Dal Pci, per il quale è stata candidata alle regionali dell''84 al Pds, ai Ds, niente Pd, fino a finire nell'orbita opposta del centrodestra. C'è chi pensa, Sebastiani, grillini e tanti altri, che le diversità ideologiche porteranno alla divisione e all'impossibilità di dialogo...

R. Abbiamo basato la nostra lista civica sulle persone e sugli obiettivi, non sulle appartenenze. All'inizio della nostra esperienza avevamo provato a dialogare con la maggioranza. E' stato impossibile. E così abbiamo aperto il confronto con l'opposizione e abbiamo visto che il discorso si poteva fare. Tanto che è andato avanti. Il problema è di essere uniti nello smantellare un potere che va avanti da 60 anni. Sessanta anni di governo e 60 anni di legami con i poteri economici. Legami che diventano per forza di cose inevitabili e ineludibili. Ceriscioli è solo il prodotto ultimo di una serie di sindaci, tutti della stessa parte, di fatto serviti solo a perpetuare un sistema. Un sistema che ora ha bisogno di un'alternanza.

D. E gli effetti più nefasti del sistema, secondo Lei?

R. Una città disorganizzata, cementificata, senza rispetto per l'ambiente. Una totale mancanza di progettualità. Si costruisce senza pensare alla rete viaria e alle infrastrutture. Uno degli scempi più eclatanti è quello di via Hermada, un'edificazione fatta senza tener conto della viabilità. Ma vogliamo parlare delle devastazioni delle colline?

D. I vostri obiettivi di programma, quindi?

R. Innanzitutto, reperire attraverso la razionalizzazione delle spese, le risorse che servono per risolvere la crisi. Bisogna sanare la pletora della burocrazia. Poi punti cardini del nostro programma sono appunto la viabilità, l'ambiente, l'urbanistica, il porto, l'ospedale. Non ultimo il fronte cultura per il quale penso a una stretta collaborazione e sinergia tra Conservatorio, Rof e Fondazione. Per quanto riguarda l'urbanistica, io rivedrei ogni singolo contratto, intervenendo sugli indici edificatori.

D. E l'ospedale? E' stata appena lanciata la proposta di legge sull'unificazione Pesaro-Fano, San Salvatore-Santa Croce...

R. Ecco, di fatto un contenitore vuoto: con quella proposta è come se avessero messo l'etichetta fuori, ma senza specificare il contenuto. Sono d'accordo con l'integrazione funzionale, ma prima ditemi come, fateci capire "chi deve fare cosa". Dove sono le eccellenze? C'è una rete informatica che consenta la trasmissione di dati
da una struttura all'altra? Dov'è la rete viaria tra le due città e quindi i due ospedali che mi consenta
di mandare in velocità e sicurezza le ambulanze?

D. Quale dunque il suo progetto di ospedale unico?

R. Se veramente vogliamo fare il Polo Nord sanitario delle Marche, ripeto che dobbiamo innanzitutto partire dai contenuti. Le eccellenze su cui puntare sono quelle legate alle tre grandi patologie e quindi alla oncologia, al trauma e al cardiovascolare. Nel futuro vedo però che per la realizzazione del Polo Nord si pensi all'utilizzo della vecchia caserma di fronte all'ospedale. Quella dovrebbe essere la sede della nuova realtà sanitaria.
Il cuore di un grande rilancio infrastrutturale, non solo strutturale, dell'ospedale.

D. E in Provincia?

R. Stiamo lavorando a una lista civica provinciale. Potremmo sostenere Bresciani.

Elisabetta Rossi