venerdì 4 settembre 2009

CASELLO SI

Pesaro è una città che cresce (nel bene e nel male), bloccare lo sviluppo è inaccettabile e deleterio, naturalmente lo sviluppo dovrà essere ben coordinato da una strategia a lungo respiro che dovrà individuare (con lungimiranza) oggi le necessità di domani

Una città di circa 100.000 abitanti ha certamente bisogno di aprirsi al mondo circostante, cosa difficile ma non impossibile – fatemelo dire – caratterialmente il “Pesarese d’hoc” è restio ad aperture incondizionate, è geloso del proprio territorio, del proprio ambiente, della propria cultura e delle proprie radici.

Chi scrive è un “forestiero” nato meridionale e cresciuto girando per il mondo, da cinque anni residente nella “Città di Rossini”, pertanto l’analisi appena sviluppata è il semplice risultato onesto ed oggettivo visto dagli occhi di uno “straniero”.

Si discute animatamente sul “secondo casello autostradale”, era più che naturale attendersi un acceso dibattito tra i sostenitori del “SI” e quelli del “NO” (in genere questi ultimi sono sempre coloro che dovranno “subire” la presenza ingombrante del nuovo progetto), ma in primo luogo bisogna comprendere se questo “nuovo casello autostradale” è utile o meno e l’onestà intellettuale di chiunque fa pendere la risposta certamente verso il “SI” (ne sono più che convinto)

A questo punto si passa al secondo più difficile quesito: “dove collocarlo” ?
Partiamo da una certezza, nessuno lo vuole nel proprio “orticello”, affermazione da superare in quanto lo stesso “casello autostradale” si ritiene “utile e necessario”, l’importante è quindi che il “secondo casello” debba rispondere a particolari requisiti, non può – ovviamente - essere collocato troppo vicino al “primo casello” (Pesaro Nord), deve servire per snellire ed ottimizzare il traffico pesante e leggero, deve essere una ideale “porta di accesso alla città”, deve rispettare tutte le norme previste per legge nel campo dell’impatto ambientale, acustico, visivo, strutturale e di sicurezza.

Quindi la soluzione è – come sempre - il “compromesso”, cioè l’individuazione geografica del secondo casello in un luogo in cui sia strutturalmente possibile gestire ed ampliare la viabilità di flusso e deflusso del traffico, evitare – per quanto possibile – il “disagio” ai residenti presenti sul territorio prescelto, garantire agli stessi la tutela ambientale, acustica e visiva, fornire ai residenti che ospiteranno questa nuova infrastruttura maggiori servizi e strutture aggiuntive atte a rivalutare quel territorio sia dal punto di vista urbanistico che economico.

Lo sviluppo ed il futuro non possono e non devono fermarsi e/o essere ostaggi dei soliti ipocriti pregiudizi, la politica del “NO” non ha mai pagato e la storia passata ci insegna che ha sempre creato danni irreparabili e spesso irreversibili.

Sono quindi per il “SI”, ma chiedo a chi ci amministra di dedicare la massima attenzione ed onestà nella valutazione ed approvazione di quest’opera che è (e deve essere) proiettata certamente per il futuro della nostra città e non certamente per il presente che di fatto è già passato.

Raffaele Belviso

lunedì 31 agosto 2009

DEDICATO A

Ormai abbiamo ben poco da spartire con il centro destra pesarese, però alcune oneste riflessioni possono aiutare tutti.

Per questo con piacere pubblichiamo questo contributo apparso sul Resto del carlino che dimostra che non siamo i soli a pensarla in un certo modo sul PDL pesarese ed in particolare sulle scelte politiche di certa dirigenza.

"SEMPRE più spesso incontro persone che mi chiedono perché, ancore una volta, in netta controtendenza a ciò che è avvenuto a livello nazionale, il centro-destra non è riuscito a scalzare gli ex comunisti dal governo della nostra città. Poi mi fanno la domanda precisa: «Non è perché vi siete presentati alle votazioni divisi in più liste?». In questa domanda c’è sempre sottintesa l’accusa a me di aver dato vita ad una lista civica. Rispondo che non sono le poche liste che rappresentavano le diverse opzioni del centro-destra, ad aver determinato la sconfitta (anzi ognuna di loro ha lavorato al massimo per raccogliere voti)ma l’incapacità arciprovata dei dirigenti locali del Pdl a gestire le votazioni amministrative e non solo. Ceriscioli ha cominciato un anno prima la campagna elettorale, e, in dirittura d’arrivo ha raschiato «il fondo» delle alleanze, mettendo all’ asta gli incarichi di assessore e gli altri, di prestigio o ben remunerati.Il centro-destra a Natale ancora aspettava il «sì» di Mascioni, o almeno così diceva, perché poi Mascioni stesso ha precisato che «nessun contatto vi era stato col centro-destra». Così vale per la Lega, la Destra, ma soprattutto per «LiberixPesaro» che si sono poi fatti scappare. Nessun tentativo di allearsi per far fronte comune, ma solamente «temporeggiamento». Per aspettare cosa?Infine l’incarico a Cascino che poteva andare bene, ma appena gli è stato affidato l’incarico, è stato abbandonato a se stesso e alla sua (sia pure efficiente) segreteria.Le poche iniziative del partito, tardive ed affrettate, erano funzionali a Giannotti e agli altri esponenti del partito che, guarda caso, sono stati i soli eletti.Finchè il partito a livello locale verrà gestito così, la sinistra continueràa farla da «padroni».Lo dovranno finalmente capire a Romae soprattutto lo dovrebbero capire Formigoni e Lupi (ma forse questa situazioneè funzionale a certi equilibri) Questo è ciò che rispondo a chimi fa le domande sopra descritte e a quanti, del centro destra vorranno leggere queste righe.
Giuliana Grestini "

giovedì 27 agosto 2009

CASELLO SI CASELLO NO

SI AL CASELLO E AD UN REFERENDUM CONSULTIVO FRA I CITTADINI.

Quando i Liberi si trovarono di fronte alla decisione più difficile e che decisero di percorrere accettando l’offerta del candidato sindaco Ceriscioli di far parte della sua coalizione elettorale, era in tutti noi candidati nelle liste dei Liberi, chiara la consapevolezza del grande prezzo elettorale che avremmo pagato in termini di consensi.

Ma la voglia di fare, di partecipare concretamente con le nostre idee, e con le nostre perplessità, alla vita della città era tanta che seguimmo con entusiasmo “Giuseppina” nella scelta, che tanti, troppi, anche in modo molto superficiale hanno criticato e continuano strumentalmente ancora a criticare.

Oggi il progetto del secondo casello autostradale ci offre la prima vera occasione di mettere in pratica quanto ci siamo riproposti: impegnarci con coraggio e senza subordinazioni in tutte quelle cose e progetti che riteniamo utili alla collettività.

Il progetto del secondo casello autostradale rappresenta una grande occasione infrastrutturale per la città, e se non colta, chissà quanto tempo passerà prima che si ripresenti.

E’ vero, non tutto è gratis, e la città è chiamata a contribuire con la realizzazione della circonvallazione di Santa Veneranda dal costo, si dice, di un milione di euro, e pertanto a maggior ragione una consultazione referendaria consultiva fra i cittadini darebbe al consiglio la “spia” di ciò che sente e vuole la città, non il rione o il/i comitati di turno.

Io spero che i Liberi colgano questa occasione per dare il via, liberi da condizionamenti e subordinazioni, ad una realizzazione e ad una consultazione fra i cittadini che davvero potrebbero segnare il primo passo a quell’auspicato nuovo modo di governare, che è stato ed è uno dei principali obiettivi della lista civica.

Debora Duranti - LiberiXPesaro

giovedì 20 agosto 2009

UNA NUOVA FASE

Liberi x Pesaro è forza di governo.

Accettando l'invito del sindaco Luca Ceriscioli ad abbandonare la candiadtura di Giuseppina Catalano per entrare nella coalizione con il ruolo di vice sindaco, la lista civica ha deciso di cambiare il proprio percorso da movimento di opposizione a forza di governo.

Un passaggio che è costato una notevole perdita di consensi ma che ha contribuito in maniera determinante alla vittoria del centro sinistra al primo turno.

La natura del movimento è stata dall'inzio pragmatica e non ideologica, rispettando sempre le idee diverse e spesso opposte dei propri aderenti in nome del buon governo del città, fuori e contro le logiche di partito.

Ora la sfida è ancora più grande: non solo la critica, ma l'assunzione di responsabiltà che comporta le scelta di governare restando fedeli alle proprie origini.

Non sarà un percorso facile ma è possibile.

Questo blog accompagnerà il cammino di questa esperienza e vuole essere un luogo di informazione e di confronto con tutti i cittadini.

venerdì 29 maggio 2009

ABBIAMO DETTO

lo "SMEMORATO DEL SAN SALVATORE"
Ilja Gardi replica a Sebastiani
L’ARTICOLO elettorale di Maurizio Sebastiani pone le cose in modo ideologico e approssimativo. Il peccato peggiore è l’approssimazione che può essere smentita dai dati controllabili. E’ nel 1999 che venni chiamato a dirigere l’Ospedale di Pesaro per la vicenda dell’Ematologia diretta dal professor Lucarelli. La situazione era di emergenza istituzionale, 5 commissioni di indagine, organi dell’azienda dimissionari, paralisi amministrativa da quasi 2 anni, disavanzo di 50 milioni di euro, revoca delle forniture ordinarie, fornitori incatenati. Sebastiani, più di ogni altro visto che aveva fatto parte dell’«equipe» chirurgica, potrebbe e dovrebbe confermare che la situazione delle sale operatorie era da ospedale da campo. Una delle poche strutture quasi a norma risultò proprio Ematologia. Il piano strategico per riportare l’Ospedale a norma fu sottoposto alla approvazione di tutti i livelli istituzionali, compreso il Prefetto e il voto favorevole del Consiglio Comunale. Come nei progetti seri e non nelle chiacchiere elettorali, fu prospettata una copertura economica per il breve e medio periodo per mettere in sicurezza l’Ospedale. Il budget ipotizzato fu di circa 100 milioni di euro, proporzionato alla situazione se si pensa che nessuno aveva accantonato risorse adeguate per ordinaria e straordinaria manutenzione anche per una interminabile discussione su, se, dove e come fare un ipotetico Nuovo Ospedale. Per gli interventi urgenti, si attinse al finanziamento statale su un progetto della Regione e approvato dal Governo retto da D’Alema e cosa c’entri col dirottamento di fondi, Sebastiani dovrebbe spiegarlo chiaramente. Nel piano da me presentato fu affermata l’importanza strategica delle persone, gli operatori. L’Ospedale Nuovo erano loro e l’esperienza è stata straordinaria e indimenticabile, nel giro di tre anni gran parte dell’ Ospedale possedeva i titoli presentabili per il riconoscimento di Irccs. E anche qui si rivela il pressapochismo mascherato da ideologia di Sebastiani: un Irccs è un Istituto pubblico, riconosciuto dalle Istituzioni pubbliche e finanziato da soldi pubblici. Con le azioni attivate, per merito degli operatori, l’appoggio di Comune e sindacati, si erano create le condizioni per il Nuovo Ospedale finito, il nuovo contenitore, da realizzare dal 2002 al 2012. Sarebbe stato finanziato da soldi pubblici, innanzi tutto quelli ricavati dal conferimento dell’area delle Caserme, che il Governo aveva indicato come sua quota di patrimonio per l’Ospedale Irccs. Poi successe l’incredibile. Arrivarono i Sebastiani e quelli uguali a Sebastiani, che si sono inventati la storia della privatizzazione ed hanno privato Pesaro di una opportunità storica non ripetibile. Oggi Sebastiani merita di essere definito smemorato e ideologico per necessità elettorali, ma potrebbe meritarsi anche del velleitario poiché non dice qual è la proposta che fa. Se si guarda alla realtà si scopre che su una proposta attuale e concreta troviamo un punto comune per un Nuovo Ospedale a Pesaro.
Ilja Gardi

LA RISPOSTA MARCO ZANOTTI (LIBERI) AD ALESSANDRO FIUMANI (PDL)
«Sono un uomo libero che cerca soluzioni»
CARO, Alessandro ho letto la tua lettera, invero amichevole, anche se segnata da leggero risentimento.Non devi sorprenderti per il mio, lo ribadisco ancora una volta, sostegno esterno al progetto della lista «Liberi xPesaro», in cui non sono né candidato né iscritto e, sottolineo, da cui non otterrò alcun vantaggio o ruolo. Detto ciò, ritengo opportuno rammentare il mio percorso politico a sostegno del centro destra e di FI, in primis, mi riferisco al 1994, anno in cui già collaboravo con il nascente movimento del Buon Governo – FI, tanto che mi fu proposta la candidatura alle politiche del ’94. Ho fondato a Pesaro, tra mille difficoltà, il «Circolo» emanazione del senatore Marcello Dell’Utri. Ricordo una sua frase: «Zanotti lei è un uomo coraggioso». Poi la candidatura a sindaco per la Cdl. Cl tuo prezioso aiuto e sostegno prima e durante la campagna elettorale, che ribadisco ostacolata palesemente da elementi del centro destra che volevano ottenere solo una sconfitta. Con grande affetto ricordo la mia partecipazione per la costituzione del Circolo Piazza del Popolo e le iniziative che abbiamo sostenuto con altri non di centro destra, inclusa Giuseppina Catalano e altri che non nomino ma che conosci. Abbiamo tentato la creazione di una forte aggregazione trasversale, per vincere le amministrative e cambiare, finalmente, il colore della giunta a Pesaro. Tutto inutile, come da me anticipato, fui lasciato col cerino in mano. Ci siamo battuti per cambiare, ma a quanto pare nulla è mutato, i signori della politica pesarese nel PdL hanno ottenuto ancora che nulla cambiasse, si tornerà ad avere una opposizione che non si oppone. Come libero cittadino ritengo di aver assolto il mio compito per aver offerto la mia disinteressata disponibilità e partecipato al tentativo di un cambiamento, a mio avviso benefico dopo oltre 60 anni di governo di sinistra. «A sinistra non sembri tu». Così titola la tua lettera. Non ha cambiato idea, sto solo cercando soluzioni a vantaggio e miglioramento per la cittadinanza. Io sono libero! Mi auguro di incontrarti per uno scambio sereno e affettuoso di idee.
Marco Zanotti


AZZERIAMO I VERTICI DI FIERA E CCIA
Rimettere in discussione i vertici di Fiera e Camera di Commercio è l'unica risposta che la città può dare a situazioni insostenibili come quella della vicenda di “Domo 360” che ha portato in tribunale Confindustria. Abbiamo detto che riteniamo inaccettabile sia che queste contese siano affrontate sul piano legale invece che risolte su quello politico, sia che una istituzione arrivi a denunciare una associazione di categoria, ma caparbietà e arroganza hanno portato i vertici di Fiera e Camera di Commercio ad accanirsi su questa scelta suicida. Bene, che il suicidio politico, sia compiuto fino in fondo, ma il loro, non quello della collettività di cui gestiscono una cospicua ricchezza.
Come è possibile costringere gli imprenditori a scelte commerciali ed economiche che non condividono? Perchè si portano avanti costosi progetti che sono già stati bocciati dai soggetti interessati, cioè i mobilieri del nostro territorio? Se si dilapida il patrimonio e si spendono le risorse della collettività, a questa si deve poi rispondere. La Fiera non decolla, Rimini è più vicina a Pesaro di Campanara e, a parte i bilanci in rosso, altri risultati non se ne sono visti. Pesaro non può riconoscersi e non può più essere rappresentata dall'operato di questa dirigenza che deve lasciare il passo a figure più competenti, uomini con una cultura “del fare condiviso” piuttosto che di quella dello spendere “pro domo sua” che caratterizza ormai l'istituzione Camera di Commercio. Noi chiediamo che ogni dirigente si conquisti il proprio ruolo per le capacità personali e mantenga la sua
carica per i risultati ottenuti e non più per la tessera che ha in tasca. Questa è la filosofia che Liberi x Pesaro ha sempre portato avanti, questo è quanto abbiamo già chiesto cinque anni fa nel nostro
programma, questo è l'impegno politico che ci prendiamo con i nostri elettori e che dichiariamo ai nostri alleati di governo.
Italo Campagnoli

giovedì 28 maggio 2009

E ANCORA FESTA!


Sabato 30 Maggio
dalle ore 19,00 alle 2,00

dj set
MARCO & VENA DJ

al SENZA SPINA
strada tra i due porti
pesaro

buffet e ingresso libero

TUTTI INVITATI


Venerdì 29 Maggio
dalle ore 19,00

Baia Flamiania
Campo di Marte - Pesaro

HOT FIVE in concerto