venerdì 18 settembre 2009

IL FUTURO DELLA VIABILITA'


















Decidere dove posizionare il nuovo casello, che è sicuramente necessario, non può essere una valutazione "a pelle", ma il frutto di uno studio serio e ponderato.

Per questo è bene aprire una discussione che si basi su studi ed elementi concreti.

Dal sito http://www.pesarocasello.blogspot.com/ che raccoglie informazioni e prese di posizione, abbiamo tratto i disegni che pubblichiamo per permettere a tutti di documentarsi e capire.

Al momento potete vedere le prime tre ipotesi (e opere complementari)
- casello a S.Veneranda (ipotesi Società Autostrade spa)
-casello in Via Solferino (vecchia ipotesi prevista nel Piano Regolatore)
- casello a S.Veneranda, ancora più arretrato verso le colline (ipotesi arch. Laperna)

A noi pare evidente che l'ipotesi "V.Solferino" non risolva il problema dello sbocco a sud della città e del collegamento con Fano e con il nuovo ospedale di Muraglia,previsto e ipotizzato, che dovrà peraltro essere necessariamente collegato con quello di Fano.

Inoltre carica tutto il flusso di traffico direttamente sul centro cittadino.
Spostare il traffico verso sud dalla statale permetterebbe di trasformarla in un tratto cittadino, ciclabile, vivo e con accesso al mare.

Ci sembra che il casello a S.Veneranda, anche nell'ipotesi della soc. Autostrade, aiuterebbe a liberare il quartiere dall'attraversamento del traffico con la nuova circonvalazione.

Per questo riteniamo che va guardato al futuro della città senza pregiudizi e falsi allarmismi, ma con serenità e pragmatismo.

La discussione è aperta: dite la vostra.

giovedì 17 settembre 2009

I VOLTI NUOVI DELLA POLITICA 2

Gli intoccabili

“Domo 360, vetrina utile alle nostre imprese” dichiarano Ugo Calzoni, amministratore unico di Fiere Pesaro, e Alberto Drudi, presidente della camera di commercio di Pesaro. E sciorinano cifre sulla partecipazione delle aziende a sostegno della riuscita del progetto.


In realtà Domo 360 è una Fiera ad uso e consumo dei suoi stessi promotori.
Promotori che hanno voluto caparbiamente portare avanti un progetto nato morto e rifiutato dagli stessi imprenditori ai quali sarebbe dovuto servire. Tale progetto è stato sostenuto con incredibile arroganza, fino ad arrivare a denunciare Confindustria perché si era permessa di dire le cose come stanno e di svolgere, tra l’altro, il compito cui è deputata e cioè rappresentare gli imprenditori.

A fine Fiera sarà interessante verificare quali condizioni sono state applicate ai partecipanti, affinché l'evento in questione non andasse deserto,
chi sono le 51 aziende pesaresi e in che termini hanno partecipato, quale sarà il bilancio definitivo e anche quanto è costata tutta la vicenda legale intentata e clamorosamente persa, ma perseguita fino in appello, contro Confindustria. E’ bene ricordare che parliamo di enti pubblici e non di privati che rispondono di tasca propria.

Eppure tutto procede, nulla cambia e la città sopporta. Non basta che l’Ente Fiera abbia perso la causa intentata contro Confindustria, non bastano nemmeno le ultime, amarissime parole di un imprenditore stimato e affezionato alla propria città come Scavolini, in risposta ad una lettera anonima sulla sua scelta di non partecipare a Domo 360.

“Io credo — dice Valter Scavolini — che per organizzare la fiera di Pesaro siano stati spesi un sacco di soldi. Sono state assegnate parcelle incredibili e tutto questo per qualche ditta della Toscana e di San Marino. Il tutto con i soldi nostri, perché la Camera di Commercio i soldi da chi li prende? Dalle imprese. Io non so come andrà a finire questa manifestazione, ma se i conti non torneranno, alla fine qualcuno dovrà pagare. Occorre smetterla con questo modo di procedere, visto che poi sono soldi pubblici”.

Non basta. Gli intoccabili sono lì, protetti e sostenuti dalla politica, mentre la città ha bisogno di segnali politici opposti, che noi Liberi x Pesaro abbiamo il dovere di dare per primi.

Italo Campagnoli
Portavoce della lista civica Liberi x Pesaro

martedì 15 settembre 2009

AVANTI O INDIETRO ?

E' di questi giorni l'annuncio che il Comune ha deciso di sospendere l'ampliamento della raccolta differenziata con il sistema porta a porta, preferendo il sistema di prossimità.

Questa inversione di modalità di raccolta differenziata, di fatto sconfessa il progetto del Comune di estendere la raccolta differenziata porta a porta in tutta la città deliberato dalla Giunta Comunale nel 2005.

L' ex Assessore Gambini sulle pagine de Il Messaggero lanciava un dubbio su l'inceneritore o termovalorizzatore, e si chiedeva che fine faranno i soldi già stanziati per l'estendimento del porta a porta.
Inoltre la Provincia di Pesaro (e il Comune) stanno per ricevere una sanzione dalla comunità europea di 500.000 euro di ecomulta per non essere arrivati alla percentuale stabilita di raccolta differenziata nella provincia (oggi siamo al 25% in provincia).

Questa ecomulta la dovranno pagare i cittadini in bolletta. Inoltre se si arresta il progetto porta a porta, cosa penseranno quei cittadini virtuosi che da 5 anni si sono impegnati a farla ? E' giusto che loro fanno i sacrifici e il resto della città no?

Questo tema è molto importante, almeno come il secondo casello dell' autostrada, perchè colpisce tutti i cittadini e con queste decisioni si decide del nostro futuro ambientale.
Liberix

venerdì 4 settembre 2009

CASELLO SI

Pesaro è una città che cresce (nel bene e nel male), bloccare lo sviluppo è inaccettabile e deleterio, naturalmente lo sviluppo dovrà essere ben coordinato da una strategia a lungo respiro che dovrà individuare (con lungimiranza) oggi le necessità di domani

Una città di circa 100.000 abitanti ha certamente bisogno di aprirsi al mondo circostante, cosa difficile ma non impossibile – fatemelo dire – caratterialmente il “Pesarese d’hoc” è restio ad aperture incondizionate, è geloso del proprio territorio, del proprio ambiente, della propria cultura e delle proprie radici.

Chi scrive è un “forestiero” nato meridionale e cresciuto girando per il mondo, da cinque anni residente nella “Città di Rossini”, pertanto l’analisi appena sviluppata è il semplice risultato onesto ed oggettivo visto dagli occhi di uno “straniero”.

Si discute animatamente sul “secondo casello autostradale”, era più che naturale attendersi un acceso dibattito tra i sostenitori del “SI” e quelli del “NO” (in genere questi ultimi sono sempre coloro che dovranno “subire” la presenza ingombrante del nuovo progetto), ma in primo luogo bisogna comprendere se questo “nuovo casello autostradale” è utile o meno e l’onestà intellettuale di chiunque fa pendere la risposta certamente verso il “SI” (ne sono più che convinto)

A questo punto si passa al secondo più difficile quesito: “dove collocarlo” ?
Partiamo da una certezza, nessuno lo vuole nel proprio “orticello”, affermazione da superare in quanto lo stesso “casello autostradale” si ritiene “utile e necessario”, l’importante è quindi che il “secondo casello” debba rispondere a particolari requisiti, non può – ovviamente - essere collocato troppo vicino al “primo casello” (Pesaro Nord), deve servire per snellire ed ottimizzare il traffico pesante e leggero, deve essere una ideale “porta di accesso alla città”, deve rispettare tutte le norme previste per legge nel campo dell’impatto ambientale, acustico, visivo, strutturale e di sicurezza.

Quindi la soluzione è – come sempre - il “compromesso”, cioè l’individuazione geografica del secondo casello in un luogo in cui sia strutturalmente possibile gestire ed ampliare la viabilità di flusso e deflusso del traffico, evitare – per quanto possibile – il “disagio” ai residenti presenti sul territorio prescelto, garantire agli stessi la tutela ambientale, acustica e visiva, fornire ai residenti che ospiteranno questa nuova infrastruttura maggiori servizi e strutture aggiuntive atte a rivalutare quel territorio sia dal punto di vista urbanistico che economico.

Lo sviluppo ed il futuro non possono e non devono fermarsi e/o essere ostaggi dei soliti ipocriti pregiudizi, la politica del “NO” non ha mai pagato e la storia passata ci insegna che ha sempre creato danni irreparabili e spesso irreversibili.

Sono quindi per il “SI”, ma chiedo a chi ci amministra di dedicare la massima attenzione ed onestà nella valutazione ed approvazione di quest’opera che è (e deve essere) proiettata certamente per il futuro della nostra città e non certamente per il presente che di fatto è già passato.

Raffaele Belviso

lunedì 31 agosto 2009

DEDICATO A

Ormai abbiamo ben poco da spartire con il centro destra pesarese, però alcune oneste riflessioni possono aiutare tutti.

Per questo con piacere pubblichiamo questo contributo apparso sul Resto del carlino che dimostra che non siamo i soli a pensarla in un certo modo sul PDL pesarese ed in particolare sulle scelte politiche di certa dirigenza.

"SEMPRE più spesso incontro persone che mi chiedono perché, ancore una volta, in netta controtendenza a ciò che è avvenuto a livello nazionale, il centro-destra non è riuscito a scalzare gli ex comunisti dal governo della nostra città. Poi mi fanno la domanda precisa: «Non è perché vi siete presentati alle votazioni divisi in più liste?». In questa domanda c’è sempre sottintesa l’accusa a me di aver dato vita ad una lista civica. Rispondo che non sono le poche liste che rappresentavano le diverse opzioni del centro-destra, ad aver determinato la sconfitta (anzi ognuna di loro ha lavorato al massimo per raccogliere voti)ma l’incapacità arciprovata dei dirigenti locali del Pdl a gestire le votazioni amministrative e non solo. Ceriscioli ha cominciato un anno prima la campagna elettorale, e, in dirittura d’arrivo ha raschiato «il fondo» delle alleanze, mettendo all’ asta gli incarichi di assessore e gli altri, di prestigio o ben remunerati.Il centro-destra a Natale ancora aspettava il «sì» di Mascioni, o almeno così diceva, perché poi Mascioni stesso ha precisato che «nessun contatto vi era stato col centro-destra». Così vale per la Lega, la Destra, ma soprattutto per «LiberixPesaro» che si sono poi fatti scappare. Nessun tentativo di allearsi per far fronte comune, ma solamente «temporeggiamento». Per aspettare cosa?Infine l’incarico a Cascino che poteva andare bene, ma appena gli è stato affidato l’incarico, è stato abbandonato a se stesso e alla sua (sia pure efficiente) segreteria.Le poche iniziative del partito, tardive ed affrettate, erano funzionali a Giannotti e agli altri esponenti del partito che, guarda caso, sono stati i soli eletti.Finchè il partito a livello locale verrà gestito così, la sinistra continueràa farla da «padroni».Lo dovranno finalmente capire a Romae soprattutto lo dovrebbero capire Formigoni e Lupi (ma forse questa situazioneè funzionale a certi equilibri) Questo è ciò che rispondo a chimi fa le domande sopra descritte e a quanti, del centro destra vorranno leggere queste righe.
Giuliana Grestini "

giovedì 27 agosto 2009

CASELLO SI CASELLO NO

SI AL CASELLO E AD UN REFERENDUM CONSULTIVO FRA I CITTADINI.

Quando i Liberi si trovarono di fronte alla decisione più difficile e che decisero di percorrere accettando l’offerta del candidato sindaco Ceriscioli di far parte della sua coalizione elettorale, era in tutti noi candidati nelle liste dei Liberi, chiara la consapevolezza del grande prezzo elettorale che avremmo pagato in termini di consensi.

Ma la voglia di fare, di partecipare concretamente con le nostre idee, e con le nostre perplessità, alla vita della città era tanta che seguimmo con entusiasmo “Giuseppina” nella scelta, che tanti, troppi, anche in modo molto superficiale hanno criticato e continuano strumentalmente ancora a criticare.

Oggi il progetto del secondo casello autostradale ci offre la prima vera occasione di mettere in pratica quanto ci siamo riproposti: impegnarci con coraggio e senza subordinazioni in tutte quelle cose e progetti che riteniamo utili alla collettività.

Il progetto del secondo casello autostradale rappresenta una grande occasione infrastrutturale per la città, e se non colta, chissà quanto tempo passerà prima che si ripresenti.

E’ vero, non tutto è gratis, e la città è chiamata a contribuire con la realizzazione della circonvallazione di Santa Veneranda dal costo, si dice, di un milione di euro, e pertanto a maggior ragione una consultazione referendaria consultiva fra i cittadini darebbe al consiglio la “spia” di ciò che sente e vuole la città, non il rione o il/i comitati di turno.

Io spero che i Liberi colgano questa occasione per dare il via, liberi da condizionamenti e subordinazioni, ad una realizzazione e ad una consultazione fra i cittadini che davvero potrebbero segnare il primo passo a quell’auspicato nuovo modo di governare, che è stato ed è uno dei principali obiettivi della lista civica.

Debora Duranti - LiberiXPesaro

giovedì 20 agosto 2009

UNA NUOVA FASE

Liberi x Pesaro è forza di governo.

Accettando l'invito del sindaco Luca Ceriscioli ad abbandonare la candiadtura di Giuseppina Catalano per entrare nella coalizione con il ruolo di vice sindaco, la lista civica ha deciso di cambiare il proprio percorso da movimento di opposizione a forza di governo.

Un passaggio che è costato una notevole perdita di consensi ma che ha contribuito in maniera determinante alla vittoria del centro sinistra al primo turno.

La natura del movimento è stata dall'inzio pragmatica e non ideologica, rispettando sempre le idee diverse e spesso opposte dei propri aderenti in nome del buon governo del città, fuori e contro le logiche di partito.

Ora la sfida è ancora più grande: non solo la critica, ma l'assunzione di responsabiltà che comporta le scelta di governare restando fedeli alle proprie origini.

Non sarà un percorso facile ma è possibile.

Questo blog accompagnerà il cammino di questa esperienza e vuole essere un luogo di informazione e di confronto con tutti i cittadini.