lunedì 23 gennaio 2012
AH, COME SONO CIVICO !
INFORMAZIONE, POTERE E CIVISMONelle cronache regionali dei quotidiani di ieri non c'era traccia dell'uscita di Liste Civiche Marche dalla maggioranza, c'erano invece ampi servizi sul convegno regionale del FLI. I titoli riportavano l'appello dell'on. Baldassarri rivolto alle liste civiche. Al convegno erano presenti ed invitati tutti gli esponenti di spicco dei partiti merchigiani, indifferentemente dagli schieramenti politici. Tutti, tranne le liste civiche.
Potrebbe apparire una strana modalità quella di rivolgersi alle liste civiche sui giornali e al contempo scegliere di invitare i partiti ai propri convegni e non i civici, tanto più che lo stesso giorno Liste Civiche Marche, coordinamento regionale di diverse liste civiche cittadine, annunciava la propria definitiva uscita dalla maggioranza di governo. In realtà non c'è da stupirsi, è ormai consuetudine dei politici rivolgersi alle liste civiche, naturali rappresentanti in tutti i comuni italiani della società civile, lo ha fatto Montezemolo quando è venuto nelle Marche, salvo poi anche lui dimenticarsi di invitarle, lo ha fatto Bersani dal palco pesarese della festa nazionale e lo ha fatto Spacca repuntando utili i 6274 voti che hanno portato in dote.
Lo fanno tutti, perchè le parole non costano nulla, perchè il civismo è la risposta alla nausea montante dei cittadini nei confronti dei partiti e quindi ci si rivolge alle liste civiche perchè un pò di verginità a buon mercato non guasta mai.
E' il caso di ricordare ai cittadini che sette anni fa proprio l'on. Baldassarri regalò per l'ennesima volta il governo della città di Pesaro al centro sinistra rompendo, prima ancora che nascesse, una allenza di fatto tra centro destra e lista civica che aveva i numeri per vincere, solo perchè i civici non accettavano il diktat che lui lanciava da Roma chiedendo allo stimatissimo professor Lucarelli di farsi da parte e portare voti al candidato del centro destra. Se l'on Baldassarri si è dimenticato di questo gesto prepotente e suicida non se lo sono scordato i cittadini e tanto meno i civici, così come ci ricorderemo bene dello stesso trattamento ricevuto dal fronte opposto; Spacca e i suoi partiti di centro sinistra possono scordarsi per sempre i nostri voti.
Questi signori dominano le cronache, gestiscono il potere, credono di imporre le loro scelte a tutti e per sempre. Noi al contrario crediamo che il loro declino è inesorabile, che i partiti hanno dimostrato di non essere capaci di ascoltare i cittadini ne di amministrarli. E' inutile che continuino a rivolgersi alle liste civiche perchè il solco che ci separa è sempre più profondo.
Liste Civiche Marche
venerdì 20 gennaio 2012
BASTA CON SPACCA
LE RAGIONI DI UNA SCELTA
Liste Civiche Marche ritiene conclusa la propria esperienza all’interno della maggioranza. La giunta del Presidente Spacca ha disatteso tutte le aspettative dei 6274 cittadini marchigiani che con il loro voto avevano delegato Liste Civiche Marche a rappresentarli esprimendo le proprie capacità progettuali, professionali e amministrative, e a portare avanti il programma che assieme agli altri partiti era stato sottoscritto.
Nessuno spazio e nessun ruolo è stato concesso ai civici all’interno dell’amministrazione, e il programma della coalizione è stato in larga parte disatteso.
Quel programma conteneva un rifiuto netto alla realizzazione di rigassificatori, l’impegno a ridurre i costi della politica, a proteggere e promuovere il lavoro, a difendere l’economia regionale, a favorire lo sviluppo delle piccole imprese e dell’occupazione, a potenziare i servizi sanitari territoriali.
Su questi specifici impegni abbiamo sempre sostenuto posizioni opposte rispetto al resto della maggioranza.
Energia: la nostra regione sta diventando una miniera d’oro per le grandi multinazionali, pronte a investire cifre enormi a fronte di ricavi assicurati da una legge assurda che garantisce l’acquisto dell’80% dell’energia prodotta. Senza tenere in alcuna considerazione il PEAR -che dimostra l’inutilità di tanta produzione, la distruzione del nostro paesaggio, l’alto rischio che comportano certe opere- Spacca ha deciso di rimangiarsi la parola sugli impegni presi e ha dato il via al progetto del rigassificatore di Falconara, in contrasto con la decisione dei comuni interessati, come Ancona e Senigallia, delle associazioni ambientaliste, degli operatori nei settori della pesca e del turismo, di tanti cittadini riunitisi in comitati di lotta.
Non soddisfatto, ha mandato l’Assessore Donati a rassicurare i cittadini di San Benedetto del Tronto sulla presunta “sicurezza” del progetto di stoccaggio del gas e di altri progetti altrettanto inutili se non devastanti o pericolosi come centrali turbogas, impianti fotovoltaici nelle campagne, inceneritori, mega pale eoliche.
Costi della politica: abbiamo ripetutamente chiesto l’abolizione dei vitalizi per i consiglieri regionali e la riduzione immediata degli emolumenti, abbiamo presentato la mozione in diversi comuni che l’hanno votata e trasmessa alla Regione. La risposta furbesca è stata rimandare tutto alla prossima legislatura, quindi tagliare sì, ma ai posteri. La maggioranza ha addirittura sposato la proposta del PDL di ridurre i consiglieri, che seppure comporterà un irrisorio risparmio, consentirà ai grandi partiti di rendere ancor più difficile ai partiti minori di essere rappresentati. Abbiamo anche chiesto la soppressione degli enti inutili, assistendo come risultato alla resurrezione di quelli aboliti per distribuire un maggior numero di posti e alla costosa e incomprensibile integrazione del cugino del Presidente nel proprio staff.
Lavoro: la vicenda della Fincantieri, dei 205 operai che volevano lasciare a casa e dei 1500 lavoratori della Ardo rimasti fuori dalla ricollocazione Porcarelli, hanno visto di nuovo la Regione prontamente schierata al fianco delle aziende e delle loro decisioni contro sindacati e lavoratori.
Imprese e occupazione: sono migliaia le piccole imprese marchigiane che hanno chiuso negli ultimi due anni e nessuna di loro ha avuto la stessa attenzione che la giunta ha dedicato ai grandi capitali, tanto da creare dissidi con la stessa Confindustria.
Economia regionale:uno dei costi determinati dalle regioni è quello della benzina, che nelle Marche è il più alto d’Italia. Questo dato parla da solo, perché riguarda i cittadini e si ripercuote sull’aumento dei prezzi, con la conseguente riduzione dei consumi.
Sanità: la voce che raccoglie la maggior parte dei fondi regionali è gestita con una politica incomprensibile, che accentra tutto sul capoluogo e chiude la strutture nei territori, promette nuovi modelli e funzionalità mentre obbliga i cittadini a interminabili code alla mobilità passiva.
Questo disastro politico è il risultato del tanto celebrato “modello Marche”, un esperimento al quale noi stessi abbiamo voluto credere e che coerentemente abbiamo sostenuto, ma che si è rivelato essere unicamente una manovra centrista e consociativa voluta dai partiti nazionali per garantirsi il controllo incontrastato del potere; un’azione che non ha nulla a che vedere né con gli ideali né con gli impegni presi con gli elettori, bensì con modalità collaudate di riciclaggio di personaggi politici usurati. Un modello che il paese non vuole più e che ha portato questa alleanza a chiudersi sempre più dentro il palazzo.
Un modello che noi civici non possiamo condividere né sostenere e che ci impone di tornare tra i cittadini.
Liste Civiche Marche
Liste Civiche Marche ritiene conclusa la propria esperienza all’interno della maggioranza. La giunta del Presidente Spacca ha disatteso tutte le aspettative dei 6274 cittadini marchigiani che con il loro voto avevano delegato Liste Civiche Marche a rappresentarli esprimendo le proprie capacità progettuali, professionali e amministrative, e a portare avanti il programma che assieme agli altri partiti era stato sottoscritto.
Nessuno spazio e nessun ruolo è stato concesso ai civici all’interno dell’amministrazione, e il programma della coalizione è stato in larga parte disatteso.
Quel programma conteneva un rifiuto netto alla realizzazione di rigassificatori, l’impegno a ridurre i costi della politica, a proteggere e promuovere il lavoro, a difendere l’economia regionale, a favorire lo sviluppo delle piccole imprese e dell’occupazione, a potenziare i servizi sanitari territoriali.
Su questi specifici impegni abbiamo sempre sostenuto posizioni opposte rispetto al resto della maggioranza.
Energia: la nostra regione sta diventando una miniera d’oro per le grandi multinazionali, pronte a investire cifre enormi a fronte di ricavi assicurati da una legge assurda che garantisce l’acquisto dell’80% dell’energia prodotta. Senza tenere in alcuna considerazione il PEAR -che dimostra l’inutilità di tanta produzione, la distruzione del nostro paesaggio, l’alto rischio che comportano certe opere- Spacca ha deciso di rimangiarsi la parola sugli impegni presi e ha dato il via al progetto del rigassificatore di Falconara, in contrasto con la decisione dei comuni interessati, come Ancona e Senigallia, delle associazioni ambientaliste, degli operatori nei settori della pesca e del turismo, di tanti cittadini riunitisi in comitati di lotta.
Non soddisfatto, ha mandato l’Assessore Donati a rassicurare i cittadini di San Benedetto del Tronto sulla presunta “sicurezza” del progetto di stoccaggio del gas e di altri progetti altrettanto inutili se non devastanti o pericolosi come centrali turbogas, impianti fotovoltaici nelle campagne, inceneritori, mega pale eoliche.
Costi della politica: abbiamo ripetutamente chiesto l’abolizione dei vitalizi per i consiglieri regionali e la riduzione immediata degli emolumenti, abbiamo presentato la mozione in diversi comuni che l’hanno votata e trasmessa alla Regione. La risposta furbesca è stata rimandare tutto alla prossima legislatura, quindi tagliare sì, ma ai posteri. La maggioranza ha addirittura sposato la proposta del PDL di ridurre i consiglieri, che seppure comporterà un irrisorio risparmio, consentirà ai grandi partiti di rendere ancor più difficile ai partiti minori di essere rappresentati. Abbiamo anche chiesto la soppressione degli enti inutili, assistendo come risultato alla resurrezione di quelli aboliti per distribuire un maggior numero di posti e alla costosa e incomprensibile integrazione del cugino del Presidente nel proprio staff.
Lavoro: la vicenda della Fincantieri, dei 205 operai che volevano lasciare a casa e dei 1500 lavoratori della Ardo rimasti fuori dalla ricollocazione Porcarelli, hanno visto di nuovo la Regione prontamente schierata al fianco delle aziende e delle loro decisioni contro sindacati e lavoratori.
Imprese e occupazione: sono migliaia le piccole imprese marchigiane che hanno chiuso negli ultimi due anni e nessuna di loro ha avuto la stessa attenzione che la giunta ha dedicato ai grandi capitali, tanto da creare dissidi con la stessa Confindustria.
Economia regionale:uno dei costi determinati dalle regioni è quello della benzina, che nelle Marche è il più alto d’Italia. Questo dato parla da solo, perché riguarda i cittadini e si ripercuote sull’aumento dei prezzi, con la conseguente riduzione dei consumi.
Sanità: la voce che raccoglie la maggior parte dei fondi regionali è gestita con una politica incomprensibile, che accentra tutto sul capoluogo e chiude la strutture nei territori, promette nuovi modelli e funzionalità mentre obbliga i cittadini a interminabili code alla mobilità passiva.
Questo disastro politico è il risultato del tanto celebrato “modello Marche”, un esperimento al quale noi stessi abbiamo voluto credere e che coerentemente abbiamo sostenuto, ma che si è rivelato essere unicamente una manovra centrista e consociativa voluta dai partiti nazionali per garantirsi il controllo incontrastato del potere; un’azione che non ha nulla a che vedere né con gli ideali né con gli impegni presi con gli elettori, bensì con modalità collaudate di riciclaggio di personaggi politici usurati. Un modello che il paese non vuole più e che ha portato questa alleanza a chiudersi sempre più dentro il palazzo.
Un modello che noi civici non possiamo condividere né sostenere e che ci impone di tornare tra i cittadini.
Liste Civiche Marche
venerdì 13 gennaio 2012
PROFESSOR IMBROGLIONE
il Governo Monti pensa di mettere in campo un'iniziativa legislativa sui servizi pubblici locali (acqua inclusa), a partire dal Consiglio dei Ministri del prossimo 20 gennaio.
Qualsiasi sia il provvedimento proposto sarà inevitabile la contrapposizione con l'esito referendario e il mancato rispetto della volontà popolare.
In merito ci vengono in aiuto un articolo de Il Sole 24 Ore di ieri (scaricabile qui) e un documento che l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha inviato al Governo lo scorso 05 gennaio (scaricabile qui).
Il quotidiano di Confindustria, sempre ben informato sulle intenzioni del Governo, oltre a scrivere diverse "imprecisazioni" sulle posizioni dei referendari, arriva a proporre la definizione delle forme di gestione del servizio idrico: per cui sostanzialmente si dovrebbe tornare alle tre forme di gestione (gara, società misto pubblico-privata, e affidamento "in house"), così come previsto dall'art. 113 del TUEL per tutti i servizi pubblici, poi successivamente traghettato nell'art. 150 del Decreto Ambientale per quanto riguarda l'acqua. Inoltre propone di mettere paletti ben precisi all'affidamento "in house".
In questo modo si arriverebbe ad escludere la possibilità di gestione tramite enti di diritto pubblico disconoscendo di fatto l'esito referendario.
L'Antitrust va ben oltre e arriva a chiedere al Governo l'estensione a tutti i servizi pubblici locali (quindi acqua inclusa) delle norme inserite nell'art. 4 della "manovra estiva". Infatti nel suo documento chiede di "limitare i casi di esclusione dalla nuova disciplina".
Questi, dunque, sembrano essere i propositi del Governo dei professori a cui va data sin da subito un'adeguata risposta affinchè si scongiuri la loro concretizzazione.
Per questo è stato predisposto l'appello "Giù le mani dall'acqua e dalla democrazia!" che inoltriamo di seguito e in allegato, su cui è pronta una raccolta di firme on line. Puntiamo a raccogliere migliaia di firme già entro il weekend!
Firma e fai firmare l'appello del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
"Giù le mani dall'acqua e dalla democrazia!"
Diffondiamolo tra i nostri contatti, pubblichiamolo sui siti, blog, su facebook e richiediamo la sottoscrizione di personalità illustri del mondo della cultura e dello spettacolo, così come anche di giuristi, segnalandole alla segreteria operativa (segreteria@acquabenecomune.org) in modo da aggiornare costantemente il nostro sito.
Iniziamo una martellante campagna di comunicazione per bloccare le nefaste intenzioni del Governo Monti.
Diamoci da fare, mobilitiamoci perchè oggi più di ieri si scrive acqua si legge democrazia!
E' necessaria, infatti, una mobilitazione straordinaria in tutti i territori: organizziamo banchetti e volantinaggi per informare le cittadine e i cittadini, organizziamo iniziative (presidi in luoghi simbolici e visibili, dibattiti e assemblee pubbliche, flash mob etc etc), attiviamo i contatti con i media locali per denunciare i propositi del Governo, ritiriamo fuori le bandiere dell'acqua, appendiamo quelle della campagna di "Obbedienza civile", esponiamo striscioni.
Qualsiasi sia il provvedimento proposto sarà inevitabile la contrapposizione con l'esito referendario e il mancato rispetto della volontà popolare.
In merito ci vengono in aiuto un articolo de Il Sole 24 Ore di ieri (scaricabile qui) e un documento che l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha inviato al Governo lo scorso 05 gennaio (scaricabile qui).
Il quotidiano di Confindustria, sempre ben informato sulle intenzioni del Governo, oltre a scrivere diverse "imprecisazioni" sulle posizioni dei referendari, arriva a proporre la definizione delle forme di gestione del servizio idrico: per cui sostanzialmente si dovrebbe tornare alle tre forme di gestione (gara, società misto pubblico-privata, e affidamento "in house"), così come previsto dall'art. 113 del TUEL per tutti i servizi pubblici, poi successivamente traghettato nell'art. 150 del Decreto Ambientale per quanto riguarda l'acqua. Inoltre propone di mettere paletti ben precisi all'affidamento "in house".
In questo modo si arriverebbe ad escludere la possibilità di gestione tramite enti di diritto pubblico disconoscendo di fatto l'esito referendario.
L'Antitrust va ben oltre e arriva a chiedere al Governo l'estensione a tutti i servizi pubblici locali (quindi acqua inclusa) delle norme inserite nell'art. 4 della "manovra estiva". Infatti nel suo documento chiede di "limitare i casi di esclusione dalla nuova disciplina".
Questi, dunque, sembrano essere i propositi del Governo dei professori a cui va data sin da subito un'adeguata risposta affinchè si scongiuri la loro concretizzazione.
Per questo è stato predisposto l'appello "Giù le mani dall'acqua e dalla democrazia!" che inoltriamo di seguito e in allegato, su cui è pronta una raccolta di firme on line. Puntiamo a raccogliere migliaia di firme già entro il weekend!
Firma e fai firmare l'appello del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
"Giù le mani dall'acqua e dalla democrazia!"
Diffondiamolo tra i nostri contatti, pubblichiamolo sui siti, blog, su facebook e richiediamo la sottoscrizione di personalità illustri del mondo della cultura e dello spettacolo, così come anche di giuristi, segnalandole alla segreteria operativa (segreteria@acquabenecomune.org) in modo da aggiornare costantemente il nostro sito.
Iniziamo una martellante campagna di comunicazione per bloccare le nefaste intenzioni del Governo Monti.
Diamoci da fare, mobilitiamoci perchè oggi più di ieri si scrive acqua si legge democrazia!
E' necessaria, infatti, una mobilitazione straordinaria in tutti i territori: organizziamo banchetti e volantinaggi per informare le cittadine e i cittadini, organizziamo iniziative (presidi in luoghi simbolici e visibili, dibattiti e assemblee pubbliche, flash mob etc etc), attiviamo i contatti con i media locali per denunciare i propositi del Governo, ritiriamo fuori le bandiere dell'acqua, appendiamo quelle della campagna di "Obbedienza civile", esponiamo striscioni.
giovedì 22 dicembre 2011
ASSESSORE AL NIENTE
Risposta alle dichiarazione rilasciate dall'Assessore Parasecoli a IL MESSAGGERO del 20.12.2011
Liberi x Pesaro considera stupefacente da un punto di vista politico e illogica nel merito la dichiarazione dell'Assessore Parasecoli sulla posizione espressa dalla Lista Civica e dall'IDV sulla scelta di Fosso Sejore come sito per l'ospedale nuovo.
In primo luogo essendo i civici d'accordo con la necessità di avere un nuovo ospedale era ed è evidente che votassero a favore della valutazione dei quattro siti proposti, dopo di che di fronte alle conclusioni frettolose e male argomentate da provincia e regione è altrettanto logico che possano esprimere il loro rifiuto sulla scelta indicata.
Nella dichiarazione dell’Assessore non si fa nessun riferimento ad almeno due questioni fondamentali per capire di cosa stiamo parlando: la prima che il sito di Fosso Sejore supera quello di Muraglia per pochissimi punti e che questi sono stati assegnati adottando una serie di criteri quanto meno discutibili, assegnando dei valori con una metodologia finalizzata a favorire un esito che in molti cercavano, a cominciare dalla provincia che ha commissionato lo studio, per una soluzione politica dei possibili conflitti campanilistici tra le due città principali; la seconda che in un momento di crisi come quello attuale privilegiare l'acquisto di un terreno privato invece di utilizzarne uno di proprietà pubblica è per i civici una scelta inaccettabile.
L’Assessore afferma anche perentoriamente che la struttura unica porterà un risparmio di circa il 25/30 % rispetto al costo dei due attuali ospedali di Fano e Pesaro, notizia che ci fa felici ma che ci piacerebbe sapere da dove viene, visto che fino ad oggi si è solo parlato di costruire e mai si è visto un piano economico per la realizzazione e la gestione della nuova struttura. Una informazione che tutti i cittadini hanno il diritto di avere e che l’Assessore alla Salute non può certo tenere per se.
Infine vogliamo ricordare che l'Assessore Parasecoli oltre alla Salute e preposto anche all'Ambiente ed è veramente incredibile che in base alla sua competenza non trovi nulla da ridire sull'ennesimo progetto di consumo del territorio e di sfregio del paesaggio.
In conclusione Liberi x Pesaro crede fermamente che sia importante che ognuno svolga, nell'interesse del bene comune, il proprio compito e pertanto come civici difenderà fino all'ultimo sia la necessità di avere garantita la salute pubblica con un nuovo ospedale, sia la difesa del nostro territorio che è già stato sufficientemente consumato e violentato.
Invitiamo l'Assessore a fare altrettanto per la Salute e per l'Ambiente.
Liberi x Pesaro
Liberi x Pesaro considera stupefacente da un punto di vista politico e illogica nel merito la dichiarazione dell'Assessore Parasecoli sulla posizione espressa dalla Lista Civica e dall'IDV sulla scelta di Fosso Sejore come sito per l'ospedale nuovo.
In primo luogo essendo i civici d'accordo con la necessità di avere un nuovo ospedale era ed è evidente che votassero a favore della valutazione dei quattro siti proposti, dopo di che di fronte alle conclusioni frettolose e male argomentate da provincia e regione è altrettanto logico che possano esprimere il loro rifiuto sulla scelta indicata.
Nella dichiarazione dell’Assessore non si fa nessun riferimento ad almeno due questioni fondamentali per capire di cosa stiamo parlando: la prima che il sito di Fosso Sejore supera quello di Muraglia per pochissimi punti e che questi sono stati assegnati adottando una serie di criteri quanto meno discutibili, assegnando dei valori con una metodologia finalizzata a favorire un esito che in molti cercavano, a cominciare dalla provincia che ha commissionato lo studio, per una soluzione politica dei possibili conflitti campanilistici tra le due città principali; la seconda che in un momento di crisi come quello attuale privilegiare l'acquisto di un terreno privato invece di utilizzarne uno di proprietà pubblica è per i civici una scelta inaccettabile.
L’Assessore afferma anche perentoriamente che la struttura unica porterà un risparmio di circa il 25/30 % rispetto al costo dei due attuali ospedali di Fano e Pesaro, notizia che ci fa felici ma che ci piacerebbe sapere da dove viene, visto che fino ad oggi si è solo parlato di costruire e mai si è visto un piano economico per la realizzazione e la gestione della nuova struttura. Una informazione che tutti i cittadini hanno il diritto di avere e che l’Assessore alla Salute non può certo tenere per se.
Infine vogliamo ricordare che l'Assessore Parasecoli oltre alla Salute e preposto anche all'Ambiente ed è veramente incredibile che in base alla sua competenza non trovi nulla da ridire sull'ennesimo progetto di consumo del territorio e di sfregio del paesaggio.
In conclusione Liberi x Pesaro crede fermamente che sia importante che ognuno svolga, nell'interesse del bene comune, il proprio compito e pertanto come civici difenderà fino all'ultimo sia la necessità di avere garantita la salute pubblica con un nuovo ospedale, sia la difesa del nostro territorio che è già stato sufficientemente consumato e violentato.
Invitiamo l'Assessore a fare altrettanto per la Salute e per l'Ambiente.
Liberi x Pesaro
lunedì 19 dicembre 2011
LA PROVINCIA BELLA DI RICCI & MEZZOLANI
SI AL NUOVO OSPEDALE
NO A FOSSOSEJORE
NO AL CONSUMO DI TERRITORIO
La lista civica Liberi x Pesaro è nata da una strenua battaglia per un ospedale ad elevata specializzazione e in tutti questi anni ha continuato sostenere la necessità di avere una struttura ospedaliera nuova, sia nei muri che nell’organizzazione sanitaria, in grado di soddisfare le esigenze non solo di Pesaro e di Fano ma di tutta la provincia.
A questa necessità, in un momento di crisi economica e di grande difficoltà la Regione Marche e la Provincia di Pesaro hanno risposto con una scelta che non convince e preoccupa e che si vuole imporre se tenere conto delle richieste e delle osservazioni che emergono dai cittadini.
In primo luogo l’esigenza di fermare il consumo del territorio, bene comune di immenso valore, e di proteggerlo dai danni della cementificazione sfrenata.
Fossosejore è una ubicazione inaccettabile per le caratteristiche paesaggistiche e per tutto quello che si dovrebbe realizzare per renderla accessibile (strade, svincoli e collegamenti vari); è una zona ad alto rischio alluvionale, caratteristica che alla luce dei cambiamenti climatici non può non essere considerata con grande attenzione.
Inoltre c’è già il sito di Muraglia, platealmente più adatto per costruirvi il nuovo Ospedale: il terreno è di proprietà pubblica, vi esiste già un pezzo di struttura ospedaliera nuova con tecnologie all’avanguardia ed è a pochissima distanza da Fossosejore.
Questo aspetto non deve certo giustificare una guerra santa tra le due città, considerate tutte le priorità, tuttavia, finché si è ancora in tempo, la nostra esortazione è che prevalga la ragione e si riveda la drammatica decisione sull’ubicazione dell’ospedale
Un altro aspetto da non sottovalutare è la finalità di una nuova struttura ospedaliera, che non potrà essere ospedale solo per casi acuti, ma un ospedale che abbia gli investimenti e le alte specializzazioni.
Di questo non c’è traccia nel progetto della Regione che ancora una volta destina gran parte delle ad Ancona, l’eccellenza che è stata promessa dall’assessore Mezzolani non è altro che il normale standard di un ospedale che funzioni dignitosamente, mentre solo una concentrazione di specializzazioni potrà portare lavoro all’Ospedale Marche Nord.
Se ancora una volta la politica non sarà in grado di ascoltare i cittadini e sarà pronta a sacrificare altro territorio alle fameliche richieste di pochi privati, noi civici ci adopereremo per ridare voce ai cittadini facendo ricorso agli strumenti della democrazia diretta come il referendum.
Lista civica Liberi x Pesaro
giovedì 15 dicembre 2011
TROPPO FACILE
Liste Civiche Marche appoggia e promuove ogni forma di lotta contro la mancanza di giustizia sociale della manovra del Governo Monti.
Il tanto invocato e sbandierato intervento “tecnico” dei professori per salvare l’Italia si sta rivelando ogni giorno di più l’ennesima presa in giro. Per fare gli interessi delle banche non era certo necessario scomodare Monti, ma dal momento che i nostri politici si erano incartati sui veti incrociati e temevano di perdere voti, chi meglio del professore per togliere le castagne dal fuoco agli incapaci della casta.Del resto mettere le mani nelle tasche dei più poveri è la cosa più facile e scontata.
Ma veramente i taxisti fanno più paura degli operai, I farmacisti dei pensionati e i preti degli studenti?
I cittadini devono cominciare a far sentire la propria voce a questi signori, che il problema della pensione non l’hanno mai avuto.
Insegniamo ai professori e ai partiti come si fa una manovra e dove si prendono i soldi:
- PATRIMONIALE, colpendo i pochissimi che hanno redditi spropositati e nessun problema quotidiano si permetterebbe alle famiglie italiane di sopravvivere
- SPESE MILITARI, non siamo in guerra, un taglio netto del 50% rappresenterebbe già mezza manovra.
- TASSE ALLA CHIESA, che detiene circa il 30% del patrimonio immobiliare italiano, prende con l’8 per mille circa un miliardo di Euro ogni anno e pretende di non pagare Ici, Irpef, Imu, Ires, Tasse Immobiliari e Doganali, gas, acqua e fogne.
- SCUDO FISCALE, rimediamo almeno in parte allo scandalo che a permesso di ripulire anonimamente una montagna di denaro.
- EVASIONE FISCALE, 98 miliardi da riprendere solo dall’evasione sulle slot machine, uno scandalo che coinvolge mafie, politici e monopolio di stato.
- ASTA PER LE ASSEGNAZIONI TV, non è possibile regalare a Mediaset e RAI il digitale terrestre senza andare all’asta.
- TAGLI AI COSTI DELLA POLITICA, i furbetti (vedi i politici marchigiani) bloccano i vitalizi per i posteri ma si tengono il privilegio per se e per i loro predecessori. I costi della politica sono anche gli sprechi quotidiani, gli enti inutili, le decine di privilegi di cui gode la casta.
Liste Civiche Marche si impegna nei comuni della regione a promuovere forme di lotta contro una manovra impresentabile e contro il servilismo dei partiti nei confronti dei potenti.
Liste Civiche Marche
Il tanto invocato e sbandierato intervento “tecnico” dei professori per salvare l’Italia si sta rivelando ogni giorno di più l’ennesima presa in giro. Per fare gli interessi delle banche non era certo necessario scomodare Monti, ma dal momento che i nostri politici si erano incartati sui veti incrociati e temevano di perdere voti, chi meglio del professore per togliere le castagne dal fuoco agli incapaci della casta.Del resto mettere le mani nelle tasche dei più poveri è la cosa più facile e scontata.
Ma veramente i taxisti fanno più paura degli operai, I farmacisti dei pensionati e i preti degli studenti?
I cittadini devono cominciare a far sentire la propria voce a questi signori, che il problema della pensione non l’hanno mai avuto.
Insegniamo ai professori e ai partiti come si fa una manovra e dove si prendono i soldi:
- PATRIMONIALE, colpendo i pochissimi che hanno redditi spropositati e nessun problema quotidiano si permetterebbe alle famiglie italiane di sopravvivere
- SPESE MILITARI, non siamo in guerra, un taglio netto del 50% rappresenterebbe già mezza manovra.
- TASSE ALLA CHIESA, che detiene circa il 30% del patrimonio immobiliare italiano, prende con l’8 per mille circa un miliardo di Euro ogni anno e pretende di non pagare Ici, Irpef, Imu, Ires, Tasse Immobiliari e Doganali, gas, acqua e fogne.
- SCUDO FISCALE, rimediamo almeno in parte allo scandalo che a permesso di ripulire anonimamente una montagna di denaro.
- EVASIONE FISCALE, 98 miliardi da riprendere solo dall’evasione sulle slot machine, uno scandalo che coinvolge mafie, politici e monopolio di stato.
- ASTA PER LE ASSEGNAZIONI TV, non è possibile regalare a Mediaset e RAI il digitale terrestre senza andare all’asta.
- TAGLI AI COSTI DELLA POLITICA, i furbetti (vedi i politici marchigiani) bloccano i vitalizi per i posteri ma si tengono il privilegio per se e per i loro predecessori. I costi della politica sono anche gli sprechi quotidiani, gli enti inutili, le decine di privilegi di cui gode la casta.
Liste Civiche Marche si impegna nei comuni della regione a promuovere forme di lotta contro una manovra impresentabile e contro il servilismo dei partiti nei confronti dei potenti.
Liste Civiche Marche
venerdì 9 dicembre 2011
Iscriviti a:
Post (Atom)






