Una donna la nuova portavoce della lista civica LIBERIXPESARO,
Maria Chiara Ballerini, attiva all'interno del movimento civico fin dalla sua costituzione, ha dato il suo contributo nel campo della comunicazione e come ufficio stampa.
Oggi sostituisce Italo Campagnoli.
Maria Chiara Ballerini è nata nel 1972, ha una laurea in lettere e un master, ha lavorato per anni nel mondo del volontariato internazionale in diversi paesi dell'Africa e dell'America Latina e come docente di lingua italiana per stanieri.
Vive a Pesaro, dove si occupa di progetti di comunicazione in ambito sociale e svolge collaborazioni editoriali come giornalista free lance.
Maria Chiara è stata scelta all'unanimità dal direttivo dei Liberi
per la sua grande passione sociale e politica e per le sue doti di ottima comunicatrice.
Guiderà l'organizzazione fino alle prossime elezioni amministrative in collaborazione con il coordinatore politico.
martedì 27 marzo 2012
domenica 25 marzo 2012
VICESINDACO CATALANO CONTRO LA CHIUSURA DI MURAGLIA
Chiudere Muraglia sarebbe un errore. Efficiente e funzionante, Muraglia, così vicina a Fosso Sejore, potrebbe essere utilizzata come padiglione del nuovo ospedale, con utilizzo dei suoi spazi a scopo sanitario capace di alleggerire la nuova costruzione. Potrebbe continuare ad accogliere il Polo di Onco-ematologia e radioterapia, e potrebbe inoltre ospitare altre strutture come i servizi di farmacia e laboratorio.
La radiotrerapia, può continuare a funzionare benissimo con il solo rinnovamento tecnologico o giovarsi di un progetto di ospedale che attua ogni innovazione oggi disponibile. In ogni caso, la chiusura di Muraglia è una sterile esercitazione di ipotesi.
Ribadiamo che abbiamo tutti bisogno urgente di un ospedale nuovo, e per questo proporre ora soluzioni alternative a Fosso Sejore comporterebbe restare nell'immobilismo che paralizza da decenni le decisioni sull'ospedale. Invece di consumare solo su questo punto tutte le energie, noi cittadini dovremmo spenderle in sinergia per questione dove efficacemente possiamo intervenire, ovvero come concretamente verrà realizzato questo ospedale. Dovremmo fare muro compatto e premere affinché regione e stato diano finanziamenti adeguati, ed esigere di seguire ed essere informati su tutte le fasi di progettazione.
La radiotrerapia, può continuare a funzionare benissimo con il solo rinnovamento tecnologico o giovarsi di un progetto di ospedale che attua ogni innovazione oggi disponibile. In ogni caso, la chiusura di Muraglia è una sterile esercitazione di ipotesi.
Ribadiamo che abbiamo tutti bisogno urgente di un ospedale nuovo, e per questo proporre ora soluzioni alternative a Fosso Sejore comporterebbe restare nell'immobilismo che paralizza da decenni le decisioni sull'ospedale. Invece di consumare solo su questo punto tutte le energie, noi cittadini dovremmo spenderle in sinergia per questione dove efficacemente possiamo intervenire, ovvero come concretamente verrà realizzato questo ospedale. Dovremmo fare muro compatto e premere affinché regione e stato diano finanziamenti adeguati, ed esigere di seguire ed essere informati su tutte le fasi di progettazione.
giovedì 22 marzo 2012
APRIAMO UN PERCORSO DI CONOSCENZE E CONFRONTO SUL PROGETTO EDILIZIO DEL NUOVO OSPEDALE
La comunicazione del Sindaco Ceriscioli che, a una domanda specifica, ha risposto che anche l’ospedale di Muraglia sarebbe stato chiuso e trasferito nell’ospedale nuovo, ci ha inevitabilmente causato stupore.
Ciò che lascia stupiti è che riguardo il Polo di Onco-Ematologia e Radioterapia di Muraglia non si è mai sentito porre il problema di uno spostamento a breve, anzi se ne è sempre
e solo sentito parlare come di uno dei “fiori all’occhiello” dell’Azienda ospedaliera Marche nord, inserito in un progetto di rapida allocazione di nuove tecnologie, sia per quanto riguarda il potenziamento della Radioterapia sia per l’acquisizione della strumentazione necessaria al funzionamento della Medicina nucleare, come la PET.
Inoltre osserviamo che un tale annuncio, eventualmente, andava comunicato nelle sedi opportune come lo sono le riunioni delle commissioni consiliari che si stanno occupando di monitorare lo stato dell’integrazione e come lo sono le sedi politiche preposte, riunioni di maggioranza prima di tutto.
Questo episodio a nostro parere assume però rilevanza non tanto per quello che può passare per un annuncio uscito senza il necessario supporto di un contesto, ma suona, per chi è attento e sensibile al problema della salute, come un campanello di allarme che tutti dobbiamo ascoltare.
Considerato il dibattito attorno al nuovo ospedale che sta aprendo sempre più fronti che di tutto si occupano tranne che della profonda esigenza di disporre rapidamente di una struttura nuova, non vanno assolutamente lasciati aperti varchi al sospetto che l’ospedale nuovo e unico stia seguendo un percorso da cui i cittadini e coloro che lo rappresentano restano esclusi.
Chiediamo pertanto ai nostri amministratori e in particolare ai nostri rappresentanti in giunta e in consiglio comunale di promuovere la discussione nelle sedi appropriate intorno al percorso progettuale di realizzazione dell'ospedale nuovo.
Questo dei Liberi è dunque un appello a chi ha la responsabilità di prendere decisioni e anche di rendere praticabile quella partecipazione che dà ruolo e dignità ai cittadini.
Chiediamo che si cominci subito a creare occasioni di conoscenza e confronto sulle ipotesi di progetto del nuovo Ospedale, un confronto che coinvolga tutti, forze di maggioranza e di opposizione, in nome di quel bene superiore che è un ospedale, destinato a dare salute alla collettività per anni e anni a venire.
Pino Longobardi
Maria Chiara Ballerini
Ciò che lascia stupiti è che riguardo il Polo di Onco-Ematologia e Radioterapia di Muraglia non si è mai sentito porre il problema di uno spostamento a breve, anzi se ne è sempre
e solo sentito parlare come di uno dei “fiori all’occhiello” dell’Azienda ospedaliera Marche nord, inserito in un progetto di rapida allocazione di nuove tecnologie, sia per quanto riguarda il potenziamento della Radioterapia sia per l’acquisizione della strumentazione necessaria al funzionamento della Medicina nucleare, come la PET.
Inoltre osserviamo che un tale annuncio, eventualmente, andava comunicato nelle sedi opportune come lo sono le riunioni delle commissioni consiliari che si stanno occupando di monitorare lo stato dell’integrazione e come lo sono le sedi politiche preposte, riunioni di maggioranza prima di tutto.
Questo episodio a nostro parere assume però rilevanza non tanto per quello che può passare per un annuncio uscito senza il necessario supporto di un contesto, ma suona, per chi è attento e sensibile al problema della salute, come un campanello di allarme che tutti dobbiamo ascoltare.
Considerato il dibattito attorno al nuovo ospedale che sta aprendo sempre più fronti che di tutto si occupano tranne che della profonda esigenza di disporre rapidamente di una struttura nuova, non vanno assolutamente lasciati aperti varchi al sospetto che l’ospedale nuovo e unico stia seguendo un percorso da cui i cittadini e coloro che lo rappresentano restano esclusi.
Chiediamo pertanto ai nostri amministratori e in particolare ai nostri rappresentanti in giunta e in consiglio comunale di promuovere la discussione nelle sedi appropriate intorno al percorso progettuale di realizzazione dell'ospedale nuovo.
Questo dei Liberi è dunque un appello a chi ha la responsabilità di prendere decisioni e anche di rendere praticabile quella partecipazione che dà ruolo e dignità ai cittadini.
Chiediamo che si cominci subito a creare occasioni di conoscenza e confronto sulle ipotesi di progetto del nuovo Ospedale, un confronto che coinvolga tutti, forze di maggioranza e di opposizione, in nome di quel bene superiore che è un ospedale, destinato a dare salute alla collettività per anni e anni a venire.
Pino Longobardi
Maria Chiara Ballerini
martedì 31 gennaio 2012
C'ERAVAMO TANTO AMATI
IO NON CI STO
La bellissima storia della lista civica Liberi x Pesaro è arrivata per me al capolinea. Otto anni di impegno, di lotte e di pragmatismo per cambiare questa città, per portare il buon senso dei cittadini nella politica, per tenere viva la speranza che persone di sinistra, di destra e di centro possano stare assieme in nome del civismo e per il bene comune.
Oggi mi sento defraudato del motivo stesso che ha generato il mio impegno e quindi sospendo qualsiasi attività all’interno della lista civica. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è l’ennesimo incomprensibile voto dato in aula dalla nostra consigliera a sostenere il diktat inaccettabile del partito di maggioranza. In questo caso si trattava di esprimersi contro la scelta scellerata di Fosso Sejore come sito per l’ospedale nuovo, posizione che come movimento abbiamo sempre espresso in maniera chiara e inequivocabile.
E’ vero che la dottoressa Catalano ha sempre dichiarato con altrettanta determinazione la sua personale posizione a favore dell’ospedale nuovo “a qualsiasi costo”, ma questo atteggiamento è sempre stato accettato dal gruppo per l’immensa stima e affetto che ci lega al nostro vicesindaco e per la comprensione nei confronti della sua storia umana e professionale. Come sempre con grande pragmatismo avevamo separato e rispettato il suo ruolo istituzionale di vicesindaco dal nostro politico di lista civica.
Nel consiglio comunale di ieri questo equilibrio è saltato. La nostra consigliera ancora una volta ha sacrificato l’impegno che ci siamo assunti con gli elettori, in primo luogo la salvaguardia del paesaggio e la difesa del territorio, alla prepotenza di una maggioranza che è arrivata ad impedirle di presentare la propria mozione che cercava una possibile mediazione.
Alle ultime elezioni abbiamo portato al PD voti indispensabili per la sua salvezza da un difficile ballottaggio in cambio di un impegno preciso e pubblico che avrebbe dovuto garantire, oltre alla figura istituzionale del vicesindaco, uno spazio ai civici su almeno tre fronti in cui per competenza e progettualità potevamo dare tanto: sanità, ambiente e comunicazione con i cittadini, intesa come garanzia di ascolto delle necessità e progettualità culturali ed economiche della città. Nessuno di questi impegni è stato mantenuto. Si è preso tanto e non si è dato nessuno spazio alla società civile che rappresentiamo.
Coerentemente con quanto fatto in regione, i partiti, PD in testa, usano e gettano, promettano in campagna elettorale e disattendono nell’amministrazione. Questo gioco è finito, come la pazienza dei cittadini, del movimento civico e la mia personale. Al momento mi sospendo, in attesa di vedere se il nostro coordinatore politico sarà messo in grado di chiedere i passaggi dovuti e irrinunciabili, ma sono pronto da subito a chiudere questa esperienza politica per dare vita una nuova, vera e necessaria avventura civica.
Italo Campagnoli
portavoce di Liberi x Pesaro e coordinatore regionale di Liste Civiche Marche
La bellissima storia della lista civica Liberi x Pesaro è arrivata per me al capolinea. Otto anni di impegno, di lotte e di pragmatismo per cambiare questa città, per portare il buon senso dei cittadini nella politica, per tenere viva la speranza che persone di sinistra, di destra e di centro possano stare assieme in nome del civismo e per il bene comune.
Oggi mi sento defraudato del motivo stesso che ha generato il mio impegno e quindi sospendo qualsiasi attività all’interno della lista civica. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è l’ennesimo incomprensibile voto dato in aula dalla nostra consigliera a sostenere il diktat inaccettabile del partito di maggioranza. In questo caso si trattava di esprimersi contro la scelta scellerata di Fosso Sejore come sito per l’ospedale nuovo, posizione che come movimento abbiamo sempre espresso in maniera chiara e inequivocabile.
E’ vero che la dottoressa Catalano ha sempre dichiarato con altrettanta determinazione la sua personale posizione a favore dell’ospedale nuovo “a qualsiasi costo”, ma questo atteggiamento è sempre stato accettato dal gruppo per l’immensa stima e affetto che ci lega al nostro vicesindaco e per la comprensione nei confronti della sua storia umana e professionale. Come sempre con grande pragmatismo avevamo separato e rispettato il suo ruolo istituzionale di vicesindaco dal nostro politico di lista civica.
Nel consiglio comunale di ieri questo equilibrio è saltato. La nostra consigliera ancora una volta ha sacrificato l’impegno che ci siamo assunti con gli elettori, in primo luogo la salvaguardia del paesaggio e la difesa del territorio, alla prepotenza di una maggioranza che è arrivata ad impedirle di presentare la propria mozione che cercava una possibile mediazione.
Alle ultime elezioni abbiamo portato al PD voti indispensabili per la sua salvezza da un difficile ballottaggio in cambio di un impegno preciso e pubblico che avrebbe dovuto garantire, oltre alla figura istituzionale del vicesindaco, uno spazio ai civici su almeno tre fronti in cui per competenza e progettualità potevamo dare tanto: sanità, ambiente e comunicazione con i cittadini, intesa come garanzia di ascolto delle necessità e progettualità culturali ed economiche della città. Nessuno di questi impegni è stato mantenuto. Si è preso tanto e non si è dato nessuno spazio alla società civile che rappresentiamo.
Coerentemente con quanto fatto in regione, i partiti, PD in testa, usano e gettano, promettano in campagna elettorale e disattendono nell’amministrazione. Questo gioco è finito, come la pazienza dei cittadini, del movimento civico e la mia personale. Al momento mi sospendo, in attesa di vedere se il nostro coordinatore politico sarà messo in grado di chiedere i passaggi dovuti e irrinunciabili, ma sono pronto da subito a chiudere questa esperienza politica per dare vita una nuova, vera e necessaria avventura civica.
Italo Campagnoli
portavoce di Liberi x Pesaro e coordinatore regionale di Liste Civiche Marche
martedì 24 gennaio 2012
SANITA' = CEMENTO
UNA SCELTA INACCETTABILE
La scelta comunicata ieri dalla Regione Marche di indicare Fosso Sejore come sito per il nuovo ospedale della provincia di Pesaro e Urbino è una sorta di "dichiarazione di guerra" dei politici nei confronti dei cittadini. Fosso Sejore è una bellissima vallata pianeggiante che finisce al mare, un luogo a metà strada tra le due città di Pesaro e Fano e caro ai cittadini. Terreni agricoli facili ad inondazioni e mal collegati con le due città che secondo l'ottica miope dei nostri amministratori dovrebbero essere ricoperti di cemento e catrame.
Ma la cosa più incomprensibile è che già anni fa i cittadini di Pesaro dovettero subire un'altra scelta devastante per le colline circostanti la città per far posto al nuovo ospedale, mentre già allora sarebbe stato possibile scegliere aree più adatte, e ora si vuole lasciare il lavoro a metà e aggredire una altra parte di verde.
Tutto questo è stato concertato dal partito di maggioranza: del PD è l'assessore alla sanità Mezzolani grande sostenitore di questa scelta, del PD è il presidente della provincia Ricci che ha fornito uno studio a favore di questa ipotesi che definire ridicolo è un complimento, del PD è il presidente della regione Spacca che mette il sigillo finale. Ma di quel partito non sono più tanti ex elettori che si sono organizzati nei comitati per la difesa dell'ambiente e che non hanno nessuna intenzione di sopportare l'ennesimo atto di prepotenza politica che i partiti vogliono imporre senza discutere e senza ascoltare, chiusi nel palazzo intenti a curare solo i loro interessi e quelli delle lobby di potere che li sostengono.
Le ripercussioni di tanta scelleratezza non sono prevedibili. In tutta Italia si sta alzando il vento di una protesta radicale e tratti violenta e non è detto che i forconi non arrivino presto anche da noi, perchè l'esasperazione dei cittadini che vogliono difendere il proprio territorio e paesaggio è alta. Così come è alta la tensione tra le forze politiche. I partiti che al loro interno hanno eletti con un minimo di coscienza ecologica fanno fatica a contenerli, il solco che divide le liste civiche vere (e non quelle create ad hoc dai partiti stessi) dal centro sinistra è sempre più profondo e governare con certi cementificatori diventa difficile anche nelle città. Valori come il bene comune, la salvaguardia del paesaggio, la difesa del territorio, l'ascolto degli elettori sono per i partiti parole vuote e per la società civile impegni inderogabili. Per ora cercheremo di difenderli con i pochi mezzi ancora a nostra disposizione, come il referendum e le alleanze elettorali, ma probabilmente solo la lotta e nelle sue forme più dure potrà staccare la spina ad un apparato di potere incapace di rinnovarsi.
Liste Civiche Marche
La scelta comunicata ieri dalla Regione Marche di indicare Fosso Sejore come sito per il nuovo ospedale della provincia di Pesaro e Urbino è una sorta di "dichiarazione di guerra" dei politici nei confronti dei cittadini. Fosso Sejore è una bellissima vallata pianeggiante che finisce al mare, un luogo a metà strada tra le due città di Pesaro e Fano e caro ai cittadini. Terreni agricoli facili ad inondazioni e mal collegati con le due città che secondo l'ottica miope dei nostri amministratori dovrebbero essere ricoperti di cemento e catrame.
Ma la cosa più incomprensibile è che già anni fa i cittadini di Pesaro dovettero subire un'altra scelta devastante per le colline circostanti la città per far posto al nuovo ospedale, mentre già allora sarebbe stato possibile scegliere aree più adatte, e ora si vuole lasciare il lavoro a metà e aggredire una altra parte di verde.
Tutto questo è stato concertato dal partito di maggioranza: del PD è l'assessore alla sanità Mezzolani grande sostenitore di questa scelta, del PD è il presidente della provincia Ricci che ha fornito uno studio a favore di questa ipotesi che definire ridicolo è un complimento, del PD è il presidente della regione Spacca che mette il sigillo finale. Ma di quel partito non sono più tanti ex elettori che si sono organizzati nei comitati per la difesa dell'ambiente e che non hanno nessuna intenzione di sopportare l'ennesimo atto di prepotenza politica che i partiti vogliono imporre senza discutere e senza ascoltare, chiusi nel palazzo intenti a curare solo i loro interessi e quelli delle lobby di potere che li sostengono.
Le ripercussioni di tanta scelleratezza non sono prevedibili. In tutta Italia si sta alzando il vento di una protesta radicale e tratti violenta e non è detto che i forconi non arrivino presto anche da noi, perchè l'esasperazione dei cittadini che vogliono difendere il proprio territorio e paesaggio è alta. Così come è alta la tensione tra le forze politiche. I partiti che al loro interno hanno eletti con un minimo di coscienza ecologica fanno fatica a contenerli, il solco che divide le liste civiche vere (e non quelle create ad hoc dai partiti stessi) dal centro sinistra è sempre più profondo e governare con certi cementificatori diventa difficile anche nelle città. Valori come il bene comune, la salvaguardia del paesaggio, la difesa del territorio, l'ascolto degli elettori sono per i partiti parole vuote e per la società civile impegni inderogabili. Per ora cercheremo di difenderli con i pochi mezzi ancora a nostra disposizione, come il referendum e le alleanze elettorali, ma probabilmente solo la lotta e nelle sue forme più dure potrà staccare la spina ad un apparato di potere incapace di rinnovarsi.
Liste Civiche Marche
lunedì 23 gennaio 2012
AH, COME SONO CIVICO !
INFORMAZIONE, POTERE E CIVISMONelle cronache regionali dei quotidiani di ieri non c'era traccia dell'uscita di Liste Civiche Marche dalla maggioranza, c'erano invece ampi servizi sul convegno regionale del FLI. I titoli riportavano l'appello dell'on. Baldassarri rivolto alle liste civiche. Al convegno erano presenti ed invitati tutti gli esponenti di spicco dei partiti merchigiani, indifferentemente dagli schieramenti politici. Tutti, tranne le liste civiche.
Potrebbe apparire una strana modalità quella di rivolgersi alle liste civiche sui giornali e al contempo scegliere di invitare i partiti ai propri convegni e non i civici, tanto più che lo stesso giorno Liste Civiche Marche, coordinamento regionale di diverse liste civiche cittadine, annunciava la propria definitiva uscita dalla maggioranza di governo. In realtà non c'è da stupirsi, è ormai consuetudine dei politici rivolgersi alle liste civiche, naturali rappresentanti in tutti i comuni italiani della società civile, lo ha fatto Montezemolo quando è venuto nelle Marche, salvo poi anche lui dimenticarsi di invitarle, lo ha fatto Bersani dal palco pesarese della festa nazionale e lo ha fatto Spacca repuntando utili i 6274 voti che hanno portato in dote.
Lo fanno tutti, perchè le parole non costano nulla, perchè il civismo è la risposta alla nausea montante dei cittadini nei confronti dei partiti e quindi ci si rivolge alle liste civiche perchè un pò di verginità a buon mercato non guasta mai.
E' il caso di ricordare ai cittadini che sette anni fa proprio l'on. Baldassarri regalò per l'ennesima volta il governo della città di Pesaro al centro sinistra rompendo, prima ancora che nascesse, una allenza di fatto tra centro destra e lista civica che aveva i numeri per vincere, solo perchè i civici non accettavano il diktat che lui lanciava da Roma chiedendo allo stimatissimo professor Lucarelli di farsi da parte e portare voti al candidato del centro destra. Se l'on Baldassarri si è dimenticato di questo gesto prepotente e suicida non se lo sono scordato i cittadini e tanto meno i civici, così come ci ricorderemo bene dello stesso trattamento ricevuto dal fronte opposto; Spacca e i suoi partiti di centro sinistra possono scordarsi per sempre i nostri voti.
Questi signori dominano le cronache, gestiscono il potere, credono di imporre le loro scelte a tutti e per sempre. Noi al contrario crediamo che il loro declino è inesorabile, che i partiti hanno dimostrato di non essere capaci di ascoltare i cittadini ne di amministrarli. E' inutile che continuino a rivolgersi alle liste civiche perchè il solco che ci separa è sempre più profondo.
Liste Civiche Marche
venerdì 20 gennaio 2012
BASTA CON SPACCA
LE RAGIONI DI UNA SCELTA
Liste Civiche Marche ritiene conclusa la propria esperienza all’interno della maggioranza. La giunta del Presidente Spacca ha disatteso tutte le aspettative dei 6274 cittadini marchigiani che con il loro voto avevano delegato Liste Civiche Marche a rappresentarli esprimendo le proprie capacità progettuali, professionali e amministrative, e a portare avanti il programma che assieme agli altri partiti era stato sottoscritto.
Nessuno spazio e nessun ruolo è stato concesso ai civici all’interno dell’amministrazione, e il programma della coalizione è stato in larga parte disatteso.
Quel programma conteneva un rifiuto netto alla realizzazione di rigassificatori, l’impegno a ridurre i costi della politica, a proteggere e promuovere il lavoro, a difendere l’economia regionale, a favorire lo sviluppo delle piccole imprese e dell’occupazione, a potenziare i servizi sanitari territoriali.
Su questi specifici impegni abbiamo sempre sostenuto posizioni opposte rispetto al resto della maggioranza.
Energia: la nostra regione sta diventando una miniera d’oro per le grandi multinazionali, pronte a investire cifre enormi a fronte di ricavi assicurati da una legge assurda che garantisce l’acquisto dell’80% dell’energia prodotta. Senza tenere in alcuna considerazione il PEAR -che dimostra l’inutilità di tanta produzione, la distruzione del nostro paesaggio, l’alto rischio che comportano certe opere- Spacca ha deciso di rimangiarsi la parola sugli impegni presi e ha dato il via al progetto del rigassificatore di Falconara, in contrasto con la decisione dei comuni interessati, come Ancona e Senigallia, delle associazioni ambientaliste, degli operatori nei settori della pesca e del turismo, di tanti cittadini riunitisi in comitati di lotta.
Non soddisfatto, ha mandato l’Assessore Donati a rassicurare i cittadini di San Benedetto del Tronto sulla presunta “sicurezza” del progetto di stoccaggio del gas e di altri progetti altrettanto inutili se non devastanti o pericolosi come centrali turbogas, impianti fotovoltaici nelle campagne, inceneritori, mega pale eoliche.
Costi della politica: abbiamo ripetutamente chiesto l’abolizione dei vitalizi per i consiglieri regionali e la riduzione immediata degli emolumenti, abbiamo presentato la mozione in diversi comuni che l’hanno votata e trasmessa alla Regione. La risposta furbesca è stata rimandare tutto alla prossima legislatura, quindi tagliare sì, ma ai posteri. La maggioranza ha addirittura sposato la proposta del PDL di ridurre i consiglieri, che seppure comporterà un irrisorio risparmio, consentirà ai grandi partiti di rendere ancor più difficile ai partiti minori di essere rappresentati. Abbiamo anche chiesto la soppressione degli enti inutili, assistendo come risultato alla resurrezione di quelli aboliti per distribuire un maggior numero di posti e alla costosa e incomprensibile integrazione del cugino del Presidente nel proprio staff.
Lavoro: la vicenda della Fincantieri, dei 205 operai che volevano lasciare a casa e dei 1500 lavoratori della Ardo rimasti fuori dalla ricollocazione Porcarelli, hanno visto di nuovo la Regione prontamente schierata al fianco delle aziende e delle loro decisioni contro sindacati e lavoratori.
Imprese e occupazione: sono migliaia le piccole imprese marchigiane che hanno chiuso negli ultimi due anni e nessuna di loro ha avuto la stessa attenzione che la giunta ha dedicato ai grandi capitali, tanto da creare dissidi con la stessa Confindustria.
Economia regionale:uno dei costi determinati dalle regioni è quello della benzina, che nelle Marche è il più alto d’Italia. Questo dato parla da solo, perché riguarda i cittadini e si ripercuote sull’aumento dei prezzi, con la conseguente riduzione dei consumi.
Sanità: la voce che raccoglie la maggior parte dei fondi regionali è gestita con una politica incomprensibile, che accentra tutto sul capoluogo e chiude la strutture nei territori, promette nuovi modelli e funzionalità mentre obbliga i cittadini a interminabili code alla mobilità passiva.
Questo disastro politico è il risultato del tanto celebrato “modello Marche”, un esperimento al quale noi stessi abbiamo voluto credere e che coerentemente abbiamo sostenuto, ma che si è rivelato essere unicamente una manovra centrista e consociativa voluta dai partiti nazionali per garantirsi il controllo incontrastato del potere; un’azione che non ha nulla a che vedere né con gli ideali né con gli impegni presi con gli elettori, bensì con modalità collaudate di riciclaggio di personaggi politici usurati. Un modello che il paese non vuole più e che ha portato questa alleanza a chiudersi sempre più dentro il palazzo.
Un modello che noi civici non possiamo condividere né sostenere e che ci impone di tornare tra i cittadini.
Liste Civiche Marche
Liste Civiche Marche ritiene conclusa la propria esperienza all’interno della maggioranza. La giunta del Presidente Spacca ha disatteso tutte le aspettative dei 6274 cittadini marchigiani che con il loro voto avevano delegato Liste Civiche Marche a rappresentarli esprimendo le proprie capacità progettuali, professionali e amministrative, e a portare avanti il programma che assieme agli altri partiti era stato sottoscritto.
Nessuno spazio e nessun ruolo è stato concesso ai civici all’interno dell’amministrazione, e il programma della coalizione è stato in larga parte disatteso.
Quel programma conteneva un rifiuto netto alla realizzazione di rigassificatori, l’impegno a ridurre i costi della politica, a proteggere e promuovere il lavoro, a difendere l’economia regionale, a favorire lo sviluppo delle piccole imprese e dell’occupazione, a potenziare i servizi sanitari territoriali.
Su questi specifici impegni abbiamo sempre sostenuto posizioni opposte rispetto al resto della maggioranza.
Energia: la nostra regione sta diventando una miniera d’oro per le grandi multinazionali, pronte a investire cifre enormi a fronte di ricavi assicurati da una legge assurda che garantisce l’acquisto dell’80% dell’energia prodotta. Senza tenere in alcuna considerazione il PEAR -che dimostra l’inutilità di tanta produzione, la distruzione del nostro paesaggio, l’alto rischio che comportano certe opere- Spacca ha deciso di rimangiarsi la parola sugli impegni presi e ha dato il via al progetto del rigassificatore di Falconara, in contrasto con la decisione dei comuni interessati, come Ancona e Senigallia, delle associazioni ambientaliste, degli operatori nei settori della pesca e del turismo, di tanti cittadini riunitisi in comitati di lotta.
Non soddisfatto, ha mandato l’Assessore Donati a rassicurare i cittadini di San Benedetto del Tronto sulla presunta “sicurezza” del progetto di stoccaggio del gas e di altri progetti altrettanto inutili se non devastanti o pericolosi come centrali turbogas, impianti fotovoltaici nelle campagne, inceneritori, mega pale eoliche.
Costi della politica: abbiamo ripetutamente chiesto l’abolizione dei vitalizi per i consiglieri regionali e la riduzione immediata degli emolumenti, abbiamo presentato la mozione in diversi comuni che l’hanno votata e trasmessa alla Regione. La risposta furbesca è stata rimandare tutto alla prossima legislatura, quindi tagliare sì, ma ai posteri. La maggioranza ha addirittura sposato la proposta del PDL di ridurre i consiglieri, che seppure comporterà un irrisorio risparmio, consentirà ai grandi partiti di rendere ancor più difficile ai partiti minori di essere rappresentati. Abbiamo anche chiesto la soppressione degli enti inutili, assistendo come risultato alla resurrezione di quelli aboliti per distribuire un maggior numero di posti e alla costosa e incomprensibile integrazione del cugino del Presidente nel proprio staff.
Lavoro: la vicenda della Fincantieri, dei 205 operai che volevano lasciare a casa e dei 1500 lavoratori della Ardo rimasti fuori dalla ricollocazione Porcarelli, hanno visto di nuovo la Regione prontamente schierata al fianco delle aziende e delle loro decisioni contro sindacati e lavoratori.
Imprese e occupazione: sono migliaia le piccole imprese marchigiane che hanno chiuso negli ultimi due anni e nessuna di loro ha avuto la stessa attenzione che la giunta ha dedicato ai grandi capitali, tanto da creare dissidi con la stessa Confindustria.
Economia regionale:uno dei costi determinati dalle regioni è quello della benzina, che nelle Marche è il più alto d’Italia. Questo dato parla da solo, perché riguarda i cittadini e si ripercuote sull’aumento dei prezzi, con la conseguente riduzione dei consumi.
Sanità: la voce che raccoglie la maggior parte dei fondi regionali è gestita con una politica incomprensibile, che accentra tutto sul capoluogo e chiude la strutture nei territori, promette nuovi modelli e funzionalità mentre obbliga i cittadini a interminabili code alla mobilità passiva.
Questo disastro politico è il risultato del tanto celebrato “modello Marche”, un esperimento al quale noi stessi abbiamo voluto credere e che coerentemente abbiamo sostenuto, ma che si è rivelato essere unicamente una manovra centrista e consociativa voluta dai partiti nazionali per garantirsi il controllo incontrastato del potere; un’azione che non ha nulla a che vedere né con gli ideali né con gli impegni presi con gli elettori, bensì con modalità collaudate di riciclaggio di personaggi politici usurati. Un modello che il paese non vuole più e che ha portato questa alleanza a chiudersi sempre più dentro il palazzo.
Un modello che noi civici non possiamo condividere né sostenere e che ci impone di tornare tra i cittadini.
Liste Civiche Marche
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