mercoledì 4 aprile 2012
OSPEDALE SI, OSPEDALE NO?
Premessa
Viste le discussioni sempre più accese intorno alla questione dell’ospedale, sentiamo la necessità di ribadire la posizione di LiberiXPesaro, anche se è sempre stata chiara e definita su questo argomento. Soprattutto desideriamo sottoporre all’attenzione dei nostri concittadini, vicini o meno vicini al nostro movimento, alcune riflessioni, con l’obiettivo di potere aprire un confronto il più vasto e partecipato possibile.
Come principio generale, noi ci battiamo affinché tutti possano disporre di un ospedale nuovo e di una sanità migliore, in grado di rispondere al bisogno e diritto primario di rimanere in salute e di recuperare la salute se la si perde.
Abbiamo sostenuto fin dalla nostra prima campagna elettorale nel 2004 la necessità urgente della realizzazione di un ospedale nuovo quale struttura in grado di accogliere le moderne organizzazioni e tecnologie per assicurare a tutti il diritto all’eccellenza sanitaria ospedaliera. E non solo perché avremmo auspicato la realizzazione nella città di Pesaro di un ospedale IRCCS , ricco di alte specializzazioni, speranza che all’epoca abbiamo visto sfumare, nonostante una battaglia che non è esagerato definire strenua.
Già molti anni prima, Giuseppina Catalano, ora vicesindaco della città, nella sua lunga attività di medico aveva cominciato a battersi in prima linea per una sanità pubblica migliore, conquistando per la città il reparto di oncologia e contribuendo in modo determinante alla disponibilità della radioterapia. Ma Pesaro dovrebbe ricordare anche la sua battaglia affinché venissero utilizzati per l’ospedale gli spazi della ex caserma Cinelli.
Rievocare questa storia di impegno nella sanità,dei singoli e del movimento dei LiberiXPesaro, è importante per dare garanzie e credibilità a quello che diciamo oggi sul nuovo ospedale unico.
Nel gennaio del 2011, dopo un lungo periodo di dibattito sull’unificazione degli ospedali di Pesaro e di Fano, poco partecipato dalla gente e su cui la lista civica LiberiXPesaro aveva espresso un parere molto critico, la Regione ha deliberato la costituzione dell’Azienda unica ospedale Marche Nord, nella quale sono confluiti i due presidi ospedalieri di Pesaro e Fano.
Questa delibera regionale ha determinato un irreversibile cambio di prospettiva, che contrastare ancora porterebbe al persistere nella paralisi che coglie da anni ogni decisione su un nuovo ospedale e che impedisce da decenni uno sviluppo adeguato della sanità di questo territorio.
La necessità politica, dichiarata apertamente, di non fomentare le paure di Fano di veder sparire il loro ospedale a favore di uno nuovo da fare a Pesaro, è stato poi il fattore determinante che ha portato alla scelta di Fosso Sejore come sito
La scelta dei Liberi sarebbe stata quella, ideale anche per tanti altri, della zona di Muraglia, di proprietà pubblica, dove già è attivo un forte insediamento sanitario rappresentato dal polo di onco-ematologia e radioterapia e che avrebbe reso possibile la salvaguardia dell’area di Fosso Sejore, realizzando il nuovo ospedale in un luogo altrettanto bello, ma in un’area già costruita.
L’impossibilità di un accordo politico su quella zona, troppo “pesarese”, ha determinato l’indicazione di una rosa di nomi di altri siti, tra cui anche Fosso Sejore, che alla fine ha raccolto, a tavolino, la maggioranza dei consensi, ed è stata poi ratificata da una delibera regionale che ha permesso l’avvio del percorso di acquisizione dei finanziamenti.
Che Fosso Sejore non sia una scelta felice è innegabile, ma è innegabile anche che le sanità ospedaliera di cui disponiamo ora non regge più e non risponde al diritto alla salute che hanno tutti i cittadini di curarsi al massimo delle possibilità che oggi la medicina offre, nella propria città o, almeno, nel proprio territorio, senza essere costretti ad affrontare lunghi e costosi viaggi fuori zona.
Contrastare oggi la decisione riguardo al nuovo ospedale unico concentrando l’opposizione sul sito dove deve sorgere, rappresenterebbe l’ennesima, purtroppo sterile lotta contro i mulini a vento. Ma tra l’altro si impedisce in questo modo di fare attenzione a quello che continua a muoversi senza la partecipazione consapevole della gente. Tutti potremmo e dovremmo invece pretendere di seguire da vicino e discutere nelle sedi appropriate il percorso del progetto edilizio ed organizzativo della nuova struttura ospedaliera, richiedendo se necessario ulteriori indagini e studi di fattibilità.
C’è ancora una scarsa conoscenza del percorso della sanità ed è nostro sacrosanto diritto investire i partiti al governo dell’obbligo di promuovere e favorire lo sviluppo di un percorso di conoscenza e partecipazione dei cittadini, ma ciò che ci preoccupa profondamente è che gli interventi contro il sito dell’ospedale, finiscono sempre per rimettere in discussione la necessità di un ospedale nuovo.
La domanda che alcuni movimenti sono soliti porre è : “sei d’accordo con la costruzione dell’ospedale a Fosso Sejore?”
La domanda da fare secondo noi a tutti i cittadini è invece: “sei d’accordo con la realizzazione di un ospedale nuovo?”
Perché sì all’ospedale nuovo
a) Principi generali
Il concetto attuale di “recupero della salute” passa per la disponibilità di tecnologie sempre più complesse, bisognose di:
• elevata competenza
• una casistica sufficiente a rendere validabili e accreditate le strutture ospedaliere
• grandi risorse economiche, dati i costi elevatissimi legati all’acquisizione delle moderne tecnologie (robotica, nuovi farmaci, terapie staminali, terapie molecolari, diagnostica per immagini e interventistica, diagnostica nucleare e positronica, etc.)
Non sono pertanto più utilizzabili organizzazioni sanitarie che non contemplino un circuito assistenziale con:
• pochi e attrezzati ospedali, adeguati alla cura dell’acuzie, con tutti i presidi che la medicina mette a disposizione;
• servizio di trasporto (ambulanze, elicotteri con relative zone di accesso) integrato sul territorio e con il DEA ospedaliero (dipartimento di emergenza/accettazione);
• presidi sanitari diffusi sul territorio che siano in grado di governare l’ingresso (ambulatori, case della salute, primo soccorso), circoscrivendolo ai soli casi appropriati e dando risposte complete al resto; e che siano in grado di governare l’uscita, avendo messo in opera strutture di riabilitazione e lungodegenza (RSA, Hospice);
• essendo in atto una recessione economica di lunga durata, i soldi vanno assolutamente spesi bene, pena l’implosione del Servizio Sanitario Nazionale che va invece strenuamente difeso;
• i cittadini hanno il diritto a una sanità vicina, senza dover ricorrere a lunghi e costosi viaggi per potersi curare.
Per attuare un circuito efficace di questo tipo, in presenza delle due principali necessità:
• appropriatezza sanitaria
• appropriatezza economica con utilizzo di risorse che non sono infinite
è imprescindibile programmare, a seconda della numerosità della popolazione di un’area, un numero ben precisato di “ospedali per acuti” e una diffusione sul territorio dei presidi sanitari utili a dare risposte che non necessitano di cure e tecnologie ad elevata assistenza.
Per “Ospedale per acuti” si intende una struttura in cui vengono erogate cure ad elevata intensità assistenziale, organizzata per ricoveri di breve durata. Esso prevede necessariamente l’allocazione di ingenti risorse (costo dell’assistenza e della tecnologia), di una casistica elevata e di una conseguente forte competenza professionale.
A tale scopo, è doveroso riconvertire gli ospedali non in grado di funzionare come ospedali per acuti per carenza di garanzie di appropriatezza, capacità e sicurezza, facendoli funzionare in eccellenza come punti di assistenza ambulatoriale, primo soccorso, RSA, lungodegenze.
b) La situazione nelle Marche
Nel gennaio 2011, in virtù della sua competenza in materia ospedaliera e sanitaria , la Regione ha stabilito con delibera che sul territorio devono esistere tre strutture di ospedali per acuti:
• ospedale Torrette ad Ancona
• ospedale Marche Nord, unificando gli ospedali di Pesaro e di Fano
• ospedale Marche Sud, unificando gli ospedali di Ascoli Piceno e Fermo
Tutti gli altri ospedali devono seguire un processo di riconversione che riempia i vuoti della medicina di prevenzione, primo soccorso, riabilitazione e lungodegenza.
Perché sì all’ospedale unico
a) Criteri generali
• la nascita dell’ospedale unico Ospedale Marche Nord è stata sancita da una delibera regionale nel gennaio del 2011 della Regione che ne ha la competenza;
• la necessità e l’urgenza sono documentate dall’inadeguatezza delle strutture attuali ad accogliere il tipo di medicina doverosa da esercitare oggi (vedi sopra);
• la sua efficacia dipende dall’investimento in termini di organizzazione di percorsi diagnostici/terapeutici, tecnologie e competenze professionali;
• la sua efficienza dipende dalla presenza di una rete di strutture sanitarie che impediscano l’ingresso nell’ospedale per acuti quando non necessario, governino il trasporto dei Pazienti entro i tempi codificati e favoriscano l’uscita dei Pazienti, una volte assolte le cure dell’acuzie, verso le strutture che offrono livelli e tipi di assistenza adeguati alla riabilitazione e alla lungodegenza.
b) Azioni di governo sanitario in attesa del nuovo ospedale
• in attesa che l’ospedale nuovo diventi realtà vanno comunque implementate e mantenute efficienti le strutture esistenti anche se ciò comporta investimenti di risorse economiche, al fine di permettere alle persone di curarsi al meglio ;
• va perseguito rapidamente il programma di riconversione delle strutture ospedaliere del territorio per rendere i due ospedali oggi (e il futuro ospedale unico) capaci di dare il massimo delle opportunità di guarigione, potendo contare su maggiori risorse umane e tecnologiche, su una migliore appropriatezza degli ingressi e su un’ottimale integrazione con le strutture residenziali del territori ove inviare i pazienti non più acuti.
Un’ipotesi su Muraglia
• L’ospedale di Muraglia è in grado di funzionare al meglio, anche considerando i nuovi investimenti previsti su Radioterapia e Medicina nucleare, il polo di Onco-Ematologia e Radioterapia potrebbe restare a Muraglia anche quando sarà pronto il nuovo ospedale;
• Nel caso in cui però, essendosene dimostrata la fattibilità, nell’ospedale nuovo potesse essere messa in funzione una struttura di radioterapia tecnologicamente avanzata impossibile da creare a Muraglia, si potrebbe in seguito trasferire, a tempo debito, il polo;
• Muraglia tuttavia va valutata attentamente per mantenervi la destinazione sanitaria, sia per opportunità strategica nel progetto complessivo di riorganizzazione, ma anche per permettere di consumare meno territorio a Fosso Sejore. A Muraglia, infatti, oltre all’ipotesi di mantenervi il polo di Onco-Ematologia e Radioterapia, potrebbero trovare accoglienza strutture sanitarie come il laboratorio, la farmacia, la direzione medica di Presidio, il servizio infermieristico e altro che si può considerare, compreso anche l’utilizzo per una struttura sanitaria territoriale.
Crediamo che la scommessa vera dell’impegno dei cittadini e delle forze politiche e movimentistiche che intendono rappresentarli sia tutta qui, nel capire il problema nella sua complessità e urgenza e lavorare per restare costruttivamente dentro il processo che governa il percorso di costruzione e di organizzazione dell’Azienda unica ospedale Marche nord.
martedì 27 marzo 2012
UNA DONNA LA NUOVA PORTAVOCE DEI LIBERIXPESARO
Una donna la nuova portavoce della lista civica LIBERIXPESARO,
Maria Chiara Ballerini, attiva all'interno del movimento civico fin dalla sua costituzione, ha dato il suo contributo nel campo della comunicazione e come ufficio stampa.
Oggi sostituisce Italo Campagnoli.
Maria Chiara Ballerini è nata nel 1972, ha una laurea in lettere e un master, ha lavorato per anni nel mondo del volontariato internazionale in diversi paesi dell'Africa e dell'America Latina e come docente di lingua italiana per stanieri.
Vive a Pesaro, dove si occupa di progetti di comunicazione in ambito sociale e svolge collaborazioni editoriali come giornalista free lance.
Maria Chiara è stata scelta all'unanimità dal direttivo dei Liberi
per la sua grande passione sociale e politica e per le sue doti di ottima comunicatrice.
Guiderà l'organizzazione fino alle prossime elezioni amministrative in collaborazione con il coordinatore politico.
Maria Chiara Ballerini, attiva all'interno del movimento civico fin dalla sua costituzione, ha dato il suo contributo nel campo della comunicazione e come ufficio stampa.
Oggi sostituisce Italo Campagnoli.
Maria Chiara Ballerini è nata nel 1972, ha una laurea in lettere e un master, ha lavorato per anni nel mondo del volontariato internazionale in diversi paesi dell'Africa e dell'America Latina e come docente di lingua italiana per stanieri.
Vive a Pesaro, dove si occupa di progetti di comunicazione in ambito sociale e svolge collaborazioni editoriali come giornalista free lance.
Maria Chiara è stata scelta all'unanimità dal direttivo dei Liberi
per la sua grande passione sociale e politica e per le sue doti di ottima comunicatrice.
Guiderà l'organizzazione fino alle prossime elezioni amministrative in collaborazione con il coordinatore politico.
domenica 25 marzo 2012
VICESINDACO CATALANO CONTRO LA CHIUSURA DI MURAGLIA
Chiudere Muraglia sarebbe un errore. Efficiente e funzionante, Muraglia, così vicina a Fosso Sejore, potrebbe essere utilizzata come padiglione del nuovo ospedale, con utilizzo dei suoi spazi a scopo sanitario capace di alleggerire la nuova costruzione. Potrebbe continuare ad accogliere il Polo di Onco-ematologia e radioterapia, e potrebbe inoltre ospitare altre strutture come i servizi di farmacia e laboratorio.
La radiotrerapia, può continuare a funzionare benissimo con il solo rinnovamento tecnologico o giovarsi di un progetto di ospedale che attua ogni innovazione oggi disponibile. In ogni caso, la chiusura di Muraglia è una sterile esercitazione di ipotesi.
Ribadiamo che abbiamo tutti bisogno urgente di un ospedale nuovo, e per questo proporre ora soluzioni alternative a Fosso Sejore comporterebbe restare nell'immobilismo che paralizza da decenni le decisioni sull'ospedale. Invece di consumare solo su questo punto tutte le energie, noi cittadini dovremmo spenderle in sinergia per questione dove efficacemente possiamo intervenire, ovvero come concretamente verrà realizzato questo ospedale. Dovremmo fare muro compatto e premere affinché regione e stato diano finanziamenti adeguati, ed esigere di seguire ed essere informati su tutte le fasi di progettazione.
La radiotrerapia, può continuare a funzionare benissimo con il solo rinnovamento tecnologico o giovarsi di un progetto di ospedale che attua ogni innovazione oggi disponibile. In ogni caso, la chiusura di Muraglia è una sterile esercitazione di ipotesi.
Ribadiamo che abbiamo tutti bisogno urgente di un ospedale nuovo, e per questo proporre ora soluzioni alternative a Fosso Sejore comporterebbe restare nell'immobilismo che paralizza da decenni le decisioni sull'ospedale. Invece di consumare solo su questo punto tutte le energie, noi cittadini dovremmo spenderle in sinergia per questione dove efficacemente possiamo intervenire, ovvero come concretamente verrà realizzato questo ospedale. Dovremmo fare muro compatto e premere affinché regione e stato diano finanziamenti adeguati, ed esigere di seguire ed essere informati su tutte le fasi di progettazione.
giovedì 22 marzo 2012
APRIAMO UN PERCORSO DI CONOSCENZE E CONFRONTO SUL PROGETTO EDILIZIO DEL NUOVO OSPEDALE
La comunicazione del Sindaco Ceriscioli che, a una domanda specifica, ha risposto che anche l’ospedale di Muraglia sarebbe stato chiuso e trasferito nell’ospedale nuovo, ci ha inevitabilmente causato stupore.
Ciò che lascia stupiti è che riguardo il Polo di Onco-Ematologia e Radioterapia di Muraglia non si è mai sentito porre il problema di uno spostamento a breve, anzi se ne è sempre
e solo sentito parlare come di uno dei “fiori all’occhiello” dell’Azienda ospedaliera Marche nord, inserito in un progetto di rapida allocazione di nuove tecnologie, sia per quanto riguarda il potenziamento della Radioterapia sia per l’acquisizione della strumentazione necessaria al funzionamento della Medicina nucleare, come la PET.
Inoltre osserviamo che un tale annuncio, eventualmente, andava comunicato nelle sedi opportune come lo sono le riunioni delle commissioni consiliari che si stanno occupando di monitorare lo stato dell’integrazione e come lo sono le sedi politiche preposte, riunioni di maggioranza prima di tutto.
Questo episodio a nostro parere assume però rilevanza non tanto per quello che può passare per un annuncio uscito senza il necessario supporto di un contesto, ma suona, per chi è attento e sensibile al problema della salute, come un campanello di allarme che tutti dobbiamo ascoltare.
Considerato il dibattito attorno al nuovo ospedale che sta aprendo sempre più fronti che di tutto si occupano tranne che della profonda esigenza di disporre rapidamente di una struttura nuova, non vanno assolutamente lasciati aperti varchi al sospetto che l’ospedale nuovo e unico stia seguendo un percorso da cui i cittadini e coloro che lo rappresentano restano esclusi.
Chiediamo pertanto ai nostri amministratori e in particolare ai nostri rappresentanti in giunta e in consiglio comunale di promuovere la discussione nelle sedi appropriate intorno al percorso progettuale di realizzazione dell'ospedale nuovo.
Questo dei Liberi è dunque un appello a chi ha la responsabilità di prendere decisioni e anche di rendere praticabile quella partecipazione che dà ruolo e dignità ai cittadini.
Chiediamo che si cominci subito a creare occasioni di conoscenza e confronto sulle ipotesi di progetto del nuovo Ospedale, un confronto che coinvolga tutti, forze di maggioranza e di opposizione, in nome di quel bene superiore che è un ospedale, destinato a dare salute alla collettività per anni e anni a venire.
Pino Longobardi
Maria Chiara Ballerini
Ciò che lascia stupiti è che riguardo il Polo di Onco-Ematologia e Radioterapia di Muraglia non si è mai sentito porre il problema di uno spostamento a breve, anzi se ne è sempre
e solo sentito parlare come di uno dei “fiori all’occhiello” dell’Azienda ospedaliera Marche nord, inserito in un progetto di rapida allocazione di nuove tecnologie, sia per quanto riguarda il potenziamento della Radioterapia sia per l’acquisizione della strumentazione necessaria al funzionamento della Medicina nucleare, come la PET.
Inoltre osserviamo che un tale annuncio, eventualmente, andava comunicato nelle sedi opportune come lo sono le riunioni delle commissioni consiliari che si stanno occupando di monitorare lo stato dell’integrazione e come lo sono le sedi politiche preposte, riunioni di maggioranza prima di tutto.
Questo episodio a nostro parere assume però rilevanza non tanto per quello che può passare per un annuncio uscito senza il necessario supporto di un contesto, ma suona, per chi è attento e sensibile al problema della salute, come un campanello di allarme che tutti dobbiamo ascoltare.
Considerato il dibattito attorno al nuovo ospedale che sta aprendo sempre più fronti che di tutto si occupano tranne che della profonda esigenza di disporre rapidamente di una struttura nuova, non vanno assolutamente lasciati aperti varchi al sospetto che l’ospedale nuovo e unico stia seguendo un percorso da cui i cittadini e coloro che lo rappresentano restano esclusi.
Chiediamo pertanto ai nostri amministratori e in particolare ai nostri rappresentanti in giunta e in consiglio comunale di promuovere la discussione nelle sedi appropriate intorno al percorso progettuale di realizzazione dell'ospedale nuovo.
Questo dei Liberi è dunque un appello a chi ha la responsabilità di prendere decisioni e anche di rendere praticabile quella partecipazione che dà ruolo e dignità ai cittadini.
Chiediamo che si cominci subito a creare occasioni di conoscenza e confronto sulle ipotesi di progetto del nuovo Ospedale, un confronto che coinvolga tutti, forze di maggioranza e di opposizione, in nome di quel bene superiore che è un ospedale, destinato a dare salute alla collettività per anni e anni a venire.
Pino Longobardi
Maria Chiara Ballerini
martedì 31 gennaio 2012
C'ERAVAMO TANTO AMATI
IO NON CI STO
La bellissima storia della lista civica Liberi x Pesaro è arrivata per me al capolinea. Otto anni di impegno, di lotte e di pragmatismo per cambiare questa città, per portare il buon senso dei cittadini nella politica, per tenere viva la speranza che persone di sinistra, di destra e di centro possano stare assieme in nome del civismo e per il bene comune.
Oggi mi sento defraudato del motivo stesso che ha generato il mio impegno e quindi sospendo qualsiasi attività all’interno della lista civica. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è l’ennesimo incomprensibile voto dato in aula dalla nostra consigliera a sostenere il diktat inaccettabile del partito di maggioranza. In questo caso si trattava di esprimersi contro la scelta scellerata di Fosso Sejore come sito per l’ospedale nuovo, posizione che come movimento abbiamo sempre espresso in maniera chiara e inequivocabile.
E’ vero che la dottoressa Catalano ha sempre dichiarato con altrettanta determinazione la sua personale posizione a favore dell’ospedale nuovo “a qualsiasi costo”, ma questo atteggiamento è sempre stato accettato dal gruppo per l’immensa stima e affetto che ci lega al nostro vicesindaco e per la comprensione nei confronti della sua storia umana e professionale. Come sempre con grande pragmatismo avevamo separato e rispettato il suo ruolo istituzionale di vicesindaco dal nostro politico di lista civica.
Nel consiglio comunale di ieri questo equilibrio è saltato. La nostra consigliera ancora una volta ha sacrificato l’impegno che ci siamo assunti con gli elettori, in primo luogo la salvaguardia del paesaggio e la difesa del territorio, alla prepotenza di una maggioranza che è arrivata ad impedirle di presentare la propria mozione che cercava una possibile mediazione.
Alle ultime elezioni abbiamo portato al PD voti indispensabili per la sua salvezza da un difficile ballottaggio in cambio di un impegno preciso e pubblico che avrebbe dovuto garantire, oltre alla figura istituzionale del vicesindaco, uno spazio ai civici su almeno tre fronti in cui per competenza e progettualità potevamo dare tanto: sanità, ambiente e comunicazione con i cittadini, intesa come garanzia di ascolto delle necessità e progettualità culturali ed economiche della città. Nessuno di questi impegni è stato mantenuto. Si è preso tanto e non si è dato nessuno spazio alla società civile che rappresentiamo.
Coerentemente con quanto fatto in regione, i partiti, PD in testa, usano e gettano, promettano in campagna elettorale e disattendono nell’amministrazione. Questo gioco è finito, come la pazienza dei cittadini, del movimento civico e la mia personale. Al momento mi sospendo, in attesa di vedere se il nostro coordinatore politico sarà messo in grado di chiedere i passaggi dovuti e irrinunciabili, ma sono pronto da subito a chiudere questa esperienza politica per dare vita una nuova, vera e necessaria avventura civica.
Italo Campagnoli
portavoce di Liberi x Pesaro e coordinatore regionale di Liste Civiche Marche
La bellissima storia della lista civica Liberi x Pesaro è arrivata per me al capolinea. Otto anni di impegno, di lotte e di pragmatismo per cambiare questa città, per portare il buon senso dei cittadini nella politica, per tenere viva la speranza che persone di sinistra, di destra e di centro possano stare assieme in nome del civismo e per il bene comune.
Oggi mi sento defraudato del motivo stesso che ha generato il mio impegno e quindi sospendo qualsiasi attività all’interno della lista civica. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è l’ennesimo incomprensibile voto dato in aula dalla nostra consigliera a sostenere il diktat inaccettabile del partito di maggioranza. In questo caso si trattava di esprimersi contro la scelta scellerata di Fosso Sejore come sito per l’ospedale nuovo, posizione che come movimento abbiamo sempre espresso in maniera chiara e inequivocabile.
E’ vero che la dottoressa Catalano ha sempre dichiarato con altrettanta determinazione la sua personale posizione a favore dell’ospedale nuovo “a qualsiasi costo”, ma questo atteggiamento è sempre stato accettato dal gruppo per l’immensa stima e affetto che ci lega al nostro vicesindaco e per la comprensione nei confronti della sua storia umana e professionale. Come sempre con grande pragmatismo avevamo separato e rispettato il suo ruolo istituzionale di vicesindaco dal nostro politico di lista civica.
Nel consiglio comunale di ieri questo equilibrio è saltato. La nostra consigliera ancora una volta ha sacrificato l’impegno che ci siamo assunti con gli elettori, in primo luogo la salvaguardia del paesaggio e la difesa del territorio, alla prepotenza di una maggioranza che è arrivata ad impedirle di presentare la propria mozione che cercava una possibile mediazione.
Alle ultime elezioni abbiamo portato al PD voti indispensabili per la sua salvezza da un difficile ballottaggio in cambio di un impegno preciso e pubblico che avrebbe dovuto garantire, oltre alla figura istituzionale del vicesindaco, uno spazio ai civici su almeno tre fronti in cui per competenza e progettualità potevamo dare tanto: sanità, ambiente e comunicazione con i cittadini, intesa come garanzia di ascolto delle necessità e progettualità culturali ed economiche della città. Nessuno di questi impegni è stato mantenuto. Si è preso tanto e non si è dato nessuno spazio alla società civile che rappresentiamo.
Coerentemente con quanto fatto in regione, i partiti, PD in testa, usano e gettano, promettano in campagna elettorale e disattendono nell’amministrazione. Questo gioco è finito, come la pazienza dei cittadini, del movimento civico e la mia personale. Al momento mi sospendo, in attesa di vedere se il nostro coordinatore politico sarà messo in grado di chiedere i passaggi dovuti e irrinunciabili, ma sono pronto da subito a chiudere questa esperienza politica per dare vita una nuova, vera e necessaria avventura civica.
Italo Campagnoli
portavoce di Liberi x Pesaro e coordinatore regionale di Liste Civiche Marche
martedì 24 gennaio 2012
SANITA' = CEMENTO
UNA SCELTA INACCETTABILE
La scelta comunicata ieri dalla Regione Marche di indicare Fosso Sejore come sito per il nuovo ospedale della provincia di Pesaro e Urbino è una sorta di "dichiarazione di guerra" dei politici nei confronti dei cittadini. Fosso Sejore è una bellissima vallata pianeggiante che finisce al mare, un luogo a metà strada tra le due città di Pesaro e Fano e caro ai cittadini. Terreni agricoli facili ad inondazioni e mal collegati con le due città che secondo l'ottica miope dei nostri amministratori dovrebbero essere ricoperti di cemento e catrame.
Ma la cosa più incomprensibile è che già anni fa i cittadini di Pesaro dovettero subire un'altra scelta devastante per le colline circostanti la città per far posto al nuovo ospedale, mentre già allora sarebbe stato possibile scegliere aree più adatte, e ora si vuole lasciare il lavoro a metà e aggredire una altra parte di verde.
Tutto questo è stato concertato dal partito di maggioranza: del PD è l'assessore alla sanità Mezzolani grande sostenitore di questa scelta, del PD è il presidente della provincia Ricci che ha fornito uno studio a favore di questa ipotesi che definire ridicolo è un complimento, del PD è il presidente della regione Spacca che mette il sigillo finale. Ma di quel partito non sono più tanti ex elettori che si sono organizzati nei comitati per la difesa dell'ambiente e che non hanno nessuna intenzione di sopportare l'ennesimo atto di prepotenza politica che i partiti vogliono imporre senza discutere e senza ascoltare, chiusi nel palazzo intenti a curare solo i loro interessi e quelli delle lobby di potere che li sostengono.
Le ripercussioni di tanta scelleratezza non sono prevedibili. In tutta Italia si sta alzando il vento di una protesta radicale e tratti violenta e non è detto che i forconi non arrivino presto anche da noi, perchè l'esasperazione dei cittadini che vogliono difendere il proprio territorio e paesaggio è alta. Così come è alta la tensione tra le forze politiche. I partiti che al loro interno hanno eletti con un minimo di coscienza ecologica fanno fatica a contenerli, il solco che divide le liste civiche vere (e non quelle create ad hoc dai partiti stessi) dal centro sinistra è sempre più profondo e governare con certi cementificatori diventa difficile anche nelle città. Valori come il bene comune, la salvaguardia del paesaggio, la difesa del territorio, l'ascolto degli elettori sono per i partiti parole vuote e per la società civile impegni inderogabili. Per ora cercheremo di difenderli con i pochi mezzi ancora a nostra disposizione, come il referendum e le alleanze elettorali, ma probabilmente solo la lotta e nelle sue forme più dure potrà staccare la spina ad un apparato di potere incapace di rinnovarsi.
Liste Civiche Marche
La scelta comunicata ieri dalla Regione Marche di indicare Fosso Sejore come sito per il nuovo ospedale della provincia di Pesaro e Urbino è una sorta di "dichiarazione di guerra" dei politici nei confronti dei cittadini. Fosso Sejore è una bellissima vallata pianeggiante che finisce al mare, un luogo a metà strada tra le due città di Pesaro e Fano e caro ai cittadini. Terreni agricoli facili ad inondazioni e mal collegati con le due città che secondo l'ottica miope dei nostri amministratori dovrebbero essere ricoperti di cemento e catrame.
Ma la cosa più incomprensibile è che già anni fa i cittadini di Pesaro dovettero subire un'altra scelta devastante per le colline circostanti la città per far posto al nuovo ospedale, mentre già allora sarebbe stato possibile scegliere aree più adatte, e ora si vuole lasciare il lavoro a metà e aggredire una altra parte di verde.
Tutto questo è stato concertato dal partito di maggioranza: del PD è l'assessore alla sanità Mezzolani grande sostenitore di questa scelta, del PD è il presidente della provincia Ricci che ha fornito uno studio a favore di questa ipotesi che definire ridicolo è un complimento, del PD è il presidente della regione Spacca che mette il sigillo finale. Ma di quel partito non sono più tanti ex elettori che si sono organizzati nei comitati per la difesa dell'ambiente e che non hanno nessuna intenzione di sopportare l'ennesimo atto di prepotenza politica che i partiti vogliono imporre senza discutere e senza ascoltare, chiusi nel palazzo intenti a curare solo i loro interessi e quelli delle lobby di potere che li sostengono.
Le ripercussioni di tanta scelleratezza non sono prevedibili. In tutta Italia si sta alzando il vento di una protesta radicale e tratti violenta e non è detto che i forconi non arrivino presto anche da noi, perchè l'esasperazione dei cittadini che vogliono difendere il proprio territorio e paesaggio è alta. Così come è alta la tensione tra le forze politiche. I partiti che al loro interno hanno eletti con un minimo di coscienza ecologica fanno fatica a contenerli, il solco che divide le liste civiche vere (e non quelle create ad hoc dai partiti stessi) dal centro sinistra è sempre più profondo e governare con certi cementificatori diventa difficile anche nelle città. Valori come il bene comune, la salvaguardia del paesaggio, la difesa del territorio, l'ascolto degli elettori sono per i partiti parole vuote e per la società civile impegni inderogabili. Per ora cercheremo di difenderli con i pochi mezzi ancora a nostra disposizione, come il referendum e le alleanze elettorali, ma probabilmente solo la lotta e nelle sue forme più dure potrà staccare la spina ad un apparato di potere incapace di rinnovarsi.
Liste Civiche Marche
lunedì 23 gennaio 2012
AH, COME SONO CIVICO !
INFORMAZIONE, POTERE E CIVISMONelle cronache regionali dei quotidiani di ieri non c'era traccia dell'uscita di Liste Civiche Marche dalla maggioranza, c'erano invece ampi servizi sul convegno regionale del FLI. I titoli riportavano l'appello dell'on. Baldassarri rivolto alle liste civiche. Al convegno erano presenti ed invitati tutti gli esponenti di spicco dei partiti merchigiani, indifferentemente dagli schieramenti politici. Tutti, tranne le liste civiche.
Potrebbe apparire una strana modalità quella di rivolgersi alle liste civiche sui giornali e al contempo scegliere di invitare i partiti ai propri convegni e non i civici, tanto più che lo stesso giorno Liste Civiche Marche, coordinamento regionale di diverse liste civiche cittadine, annunciava la propria definitiva uscita dalla maggioranza di governo. In realtà non c'è da stupirsi, è ormai consuetudine dei politici rivolgersi alle liste civiche, naturali rappresentanti in tutti i comuni italiani della società civile, lo ha fatto Montezemolo quando è venuto nelle Marche, salvo poi anche lui dimenticarsi di invitarle, lo ha fatto Bersani dal palco pesarese della festa nazionale e lo ha fatto Spacca repuntando utili i 6274 voti che hanno portato in dote.
Lo fanno tutti, perchè le parole non costano nulla, perchè il civismo è la risposta alla nausea montante dei cittadini nei confronti dei partiti e quindi ci si rivolge alle liste civiche perchè un pò di verginità a buon mercato non guasta mai.
E' il caso di ricordare ai cittadini che sette anni fa proprio l'on. Baldassarri regalò per l'ennesima volta il governo della città di Pesaro al centro sinistra rompendo, prima ancora che nascesse, una allenza di fatto tra centro destra e lista civica che aveva i numeri per vincere, solo perchè i civici non accettavano il diktat che lui lanciava da Roma chiedendo allo stimatissimo professor Lucarelli di farsi da parte e portare voti al candidato del centro destra. Se l'on Baldassarri si è dimenticato di questo gesto prepotente e suicida non se lo sono scordato i cittadini e tanto meno i civici, così come ci ricorderemo bene dello stesso trattamento ricevuto dal fronte opposto; Spacca e i suoi partiti di centro sinistra possono scordarsi per sempre i nostri voti.
Questi signori dominano le cronache, gestiscono il potere, credono di imporre le loro scelte a tutti e per sempre. Noi al contrario crediamo che il loro declino è inesorabile, che i partiti hanno dimostrato di non essere capaci di ascoltare i cittadini ne di amministrarli. E' inutile che continuino a rivolgersi alle liste civiche perchè il solco che ci separa è sempre più profondo.
Liste Civiche Marche
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