lunedì 23 febbraio 2009

OCCHI E ORECCHI

Intervista de IL PESARO a Giuseppina Catalano

D. Giuseppina Catalano, candidata sindaco dei "LiberiXPesaro", ma anche per le liste civiche "Libertà e futuro", "La Destra" e "Fiamma Tricolore". Unica quota rosa degli aspiranti alla carica di primo cittadino...

R. E infatti le altre forze politiche in campo sono state miopi anche sotto questo punto di vista. Essere donna è un forte valore di cambiamento. Nella nostra lista c'è una netta prevalenza di donne. Comunque, è proprio nella nostra natura: "LiberiXPesaro" è il movimento che ha dato la svolta a questa città. Nel 2004, quando c'era candidato Lucarelli, abbiamo preso ben 10.400 voti, pari al 17%. E' stato il segnale visibile che qualcosa era cambiato nella città, l'espressione che i pesaresi volevano qualcosa di diverso.

D. E oggi? Perchè votare Catalano e la sua lista?

R. Per la mia indipendenza. Da tutto. Perchè posso garantire che il cambiamento sarà fatto. Quando sono arrivata a Pesaro, non c'era oncologia. L'ho voluta e sono riuscita a farla. Come ho raggiunto risultati nella mia vita professionale, così li raggiungerò in quella politica. Anzi, la mia vita politica sarà l'estensione di quella professionale. Allo stesso modo voglio prendermi cura di questa città che mi ha accolta e che amo. Il mio obiettivo è quello di vincere. Come era in realtà anche la prima volta. Ma non è successo. Questa volta però pensiamo di farcela. Soprattutto se riusciremo a creare un fronte ampio e unico di opposizione.

D. Solo che mentre dall'altra parte ci sono "solo" Ceriscioli e Sebastiani, nell'universo del centrodestra proliferano i candidati: Roscini della Lega, Cascino del Pdl, forse anche Moretti dell'Udc e ora persino Mascioni sembra pronto a uscire allo scoperto...

R. Per questo vogliamo arrivare al candidato unico tra Pdl e noi. Su questo punto la nostra proposta al Pdl è stata quella di fare le primarie mentre facciamo campagna elettorale. Primarie come parte integrante della campagna. Chiediamo alla gente di scegliere tra Cascino e Catalano. In questo modo tra un paio di mesi avremmo già un candidato unico. Ora aspettiamo solo la risposta del Pdl.

D. Dal Pci, per il quale è stata candidata alle regionali dell''84 al Pds, ai Ds, niente Pd, fino a finire nell'orbita opposta del centrodestra. C'è chi pensa, Sebastiani, grillini e tanti altri, che le diversità ideologiche porteranno alla divisione e all'impossibilità di dialogo...

R. Abbiamo basato la nostra lista civica sulle persone e sugli obiettivi, non sulle appartenenze. All'inizio della nostra esperienza avevamo provato a dialogare con la maggioranza. E' stato impossibile. E così abbiamo aperto il confronto con l'opposizione e abbiamo visto che il discorso si poteva fare. Tanto che è andato avanti. Il problema è di essere uniti nello smantellare un potere che va avanti da 60 anni. Sessanta anni di governo e 60 anni di legami con i poteri economici. Legami che diventano per forza di cose inevitabili e ineludibili. Ceriscioli è solo il prodotto ultimo di una serie di sindaci, tutti della stessa parte, di fatto serviti solo a perpetuare un sistema. Un sistema che ora ha bisogno di un'alternanza.

D. E gli effetti più nefasti del sistema, secondo Lei?

R. Una città disorganizzata, cementificata, senza rispetto per l'ambiente. Una totale mancanza di progettualità. Si costruisce senza pensare alla rete viaria e alle infrastrutture. Uno degli scempi più eclatanti è quello di via Hermada, un'edificazione fatta senza tener conto della viabilità. Ma vogliamo parlare delle devastazioni delle colline?

D. I vostri obiettivi di programma, quindi?

R. Innanzitutto, reperire attraverso la razionalizzazione delle spese, le risorse che servono per risolvere la crisi. Bisogna sanare la pletora della burocrazia. Poi punti cardini del nostro programma sono appunto la viabilità, l'ambiente, l'urbanistica, il porto, l'ospedale. Non ultimo il fronte cultura per il quale penso a una stretta collaborazione e sinergia tra Conservatorio, Rof e Fondazione. Per quanto riguarda l'urbanistica, io rivedrei ogni singolo contratto, intervenendo sugli indici edificatori.

D. E l'ospedale? E' stata appena lanciata la proposta di legge sull'unificazione Pesaro-Fano, San Salvatore-Santa Croce...

R. Ecco, di fatto un contenitore vuoto: con quella proposta è come se avessero messo l'etichetta fuori, ma senza specificare il contenuto. Sono d'accordo con l'integrazione funzionale, ma prima ditemi come, fateci capire "chi deve fare cosa". Dove sono le eccellenze? C'è una rete informatica che consenta la trasmissione di dati
da una struttura all'altra? Dov'è la rete viaria tra le due città e quindi i due ospedali che mi consenta
di mandare in velocità e sicurezza le ambulanze?

D. Quale dunque il suo progetto di ospedale unico?

R. Se veramente vogliamo fare il Polo Nord sanitario delle Marche, ripeto che dobbiamo innanzitutto partire dai contenuti. Le eccellenze su cui puntare sono quelle legate alle tre grandi patologie e quindi alla oncologia, al trauma e al cardiovascolare. Nel futuro vedo però che per la realizzazione del Polo Nord si pensi all'utilizzo della vecchia caserma di fronte all'ospedale. Quella dovrebbe essere la sede della nuova realtà sanitaria.
Il cuore di un grande rilancio infrastrutturale, non solo strutturale, dell'ospedale.

D. E in Provincia?

R. Stiamo lavorando a una lista civica provinciale. Potremmo sostenere Bresciani.

Elisabetta Rossi

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